Sull’altopiano di Lamon è presente il suggestivo Tempio del Sacro Cuore, una delle strutture religiose più rappresentative della zona, nota anche come “Duomo” dai lamonesi. Il Tempio del Sacro Cuore è stato costruito tra il 1939 e il 1952, e la sua consacrazione è avvenuta proprio in quest’ultimo anno. Si tratta di un esempio di perseveranza e dedizione, che si è evoluto durante un lungo periodo, anche grazie al continuo supporto degli emigranti che, pur lontani, non hanno mai smesso di contribuire alla sua realizzazione.
Il duomo di Lamon: un’opera corale e la visione di mons. Antonio Slongo
L’idea di costruire il Tempio del Sacro Cuore è nata da mons. Antonio Slongo, parroco di Lamon per ben 35 anni, che con la sua visione ha portato avanti il progetto sin dal 1934. Slongo è stato una figura fondamentale nella storia di Lamon, non solo come religioso, ma anche come promotore culturale e storico. Durante il suo periodo a Lamon, ha svolto un ruolo decisivo nel recupero di importanti documenti storici, come il libro della Regola del 1330, e nella salvaguardia del Calice del Diacono Orso, il più antico calice da messa del mondo occidentale.
La nascita del tempio e le difficoltà durante la seconda Guerra mondiale
Il progetto iniziale per il nuovo Tempio venne pubblicato nel marzo del 1939, quando la parrocchia aveva già due chiese principali ma insufficienti a contenere la crescente popolazione di Lamon, che all’epoca contava 5500 abitanti. Il Tempio del Sacro Cuore fu progettato per essere più grande delle chiese precedenti, con una superficie di 677 metri quadrati, e la sua costruzione si svolse in diversi anni, tra ostacoli e difficoltà, tra cui le gravi problematiche legate alla Seconda Guerra Mondiale.
La posa della prima pietra avvenne il 15 ottobre 1939, con la benedizione del vescovo Cattarossi. Tuttavia, la costruzione subì una lunga interruzione a causa della guerra, riprendendo solo nel 1946, quando la situazione a Lamon e nel resto d’Italia si stabilizzò.
La raccolta fondi: un impegno continuo da parte degli emigranti
La realizzazione del Tempio non si sarebbe mai potuta concretizzare senza il sostegno continuo della comunità di Lamon, che ha fatto fronte a difficoltà economiche notevoli durante la guerra e gli anni successivi. Mons. Slongo, attraverso il bollettino parrocchiale Sentinella, ha continuamente informato i fedeli e gli emigranti sulle donazioni raccolte, inclusi gesti come l’offerta di un uovo alla settimana per famiglia, un’iniziativa che ha coinvolto ogni angolo del paese.
I fondi sono stati raccolti non solo localmente ma anche dai lamonesi emigranti, che inviavano denaro da ogni parte del mondo, soprattutto dalla Svizzera e dalla Francia. Il supporto economico proveniente da queste aree è stato determinante per la costruzione del Tempio, con le donazioni che, all’inizio degli anni ‘50, avevano superato i 4 milioni di lire, una somma considerevole per l’epoca.
La solenne consacrazione del tempio e il completamento
Nel 1952, il vescovo Muccin consacrò ufficialmente il Tempio del Sacro Cuore durante una cerimonia affollata, ma la costruzione non si concluse con la consacrazione. Negli anni successivi vennero completati i lavori di rifinitura dell’edificio superiore, della cripta e venne posta la prima pietra del campanile. Tuttavia, quest’ultima opera non è mai stata terminata.
Il vescovo Slongo continuò a lavorare instancabilmente fino alla sua morte, e il suo impegno e la sua dedizione sono testimoniati dalla sua sepoltura nel Tempio stesso, a simbolo di un legame eterno con l’opera che ha dato vita a un importante punto di riferimento spirituale per la comunità di Lamon.
Marcella Corrà




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