Neolitico nelle Dolomiti: scoperto in Val di Lamen il primo intervento ostetrico della storia

Giulia Francescon | 01 settembre 2026 alle 09:17 | 0 commenti

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Una scoperta di rilevanza internazionale arricchisce il quadro delle conoscenze sulla storia della medicina e dell’antropologia preistorica. Nell’ambito delle indagini archeologiche condotte nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, i ricercatori hanno individuato la più antica traccia documentata al mondo di una manovra di estrazione ostetrica, risalente a oltre cinquemila anni fa (epoca Neolitica).

Il reperto consiste nei resti ossei di un neonato ed è stato rinvenuto presso i ripari sotto roccia della Val di Lamen, nel territorio comunale di Feltre. Lo scavo rientra nelle attività del progetto di ricerca UPLanD (Understanding the Pastoral Landscape of the Dolomiti Park), finanziato dall’Ente Parco a partire dal 2014 e coordinato dall’Università Federico II di Napoli e dall’Università di Newcastle, in collaborazione con l’Ateneo di Trento.

Le analisi forensi e la dinamica del parto

Le indagini scientifiche sui reperti, caratterizzati da un’estrema fragilità, sono state effettuate dagli specialisti del Laboratorio Bagolini di Archeologia, Archeometria e Fotografia dell’Università di Trento. Il team di ricerca ha adottato un approccio multidisciplinare e forense, integrando osservazioni antropologiche con tecniche avanzate di microscopia digitale e microscopia elettronica a scansione (SEM).

L’impiego di strumentazioni fotogrammetriche ad altissima definizione ha consentito di isolare le lesioni post-mortem da quelle perimortem. In particolare, è stata identificata una frattura dell’omero riconducibile a una sollecitazione meccanica avvenuta su osso fresco. Il confronto con la letteratura clinica moderna ha portato a ritenere la lesione compatibile con le manovre fisiche di trazione o posizionamento necessarie per completare un parto distocico (ossia particolarmente complesso o bloccato).

L’esame antropologico ha inoltre evidenziato microscopiche alterazioni a livello della mandibola e delle tibie del neonato. Tali marcatori scheletrici indicano una condizione di stress nutrizionale e metabolico patita dal feto durante la gravidanza, verosimilmente legata a carenze vitaminiche (in particolare C e D) della madre. Il dato offre un quadro obiettivo sulle condizioni di salute e di sussistenza delle popolazioni alpine nel Neolitico.

Le valutazioni della comunità scientifica e delle istituzioni

I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica internazionale Journal of Archaeological Science: Reports.

Come spiegato dall’antropologo Omar Larentis, autore delle analisi antropologiche, il caso della Val di Lamen costituisce la prima evidenza diretta sul materiale osseo di un intervento fisico intenzionale volto a risolvere le complicazioni del parto. La presenza di tale trauma dimostra come le comunità preistoriche possedessero sia la consapevolezza dei rischi associati all’evento nascita, sia una serie di competenze pratiche e di gesti di assistenza volti alla salvaguardia della madre e del nascituro.

Il Commissario del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, Ennio Vigne, ha sottolineato l’importanza del sostegno continuo alla ricerca scientifica multidisciplinare, evidenziando come l’attività di indagine archeologica consenta di valorizzare il patrimonio culturale ed etno-antropologico del territorio accanto a quello naturalistico.

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