Il matrimonio nei secoli

Paolo Doglioni | 25 dicembre 2024 alle 09:11 | 0 commenti

Tempo di lettura: 3 minuti
0:00 0:00

Vai subito al punto

Ottieni un riassunto chiaro dell’articolo con ChatGPT.

Riassumi con ChatGPT
Condividi con un amico:

L’aver festeggiato in questo periodo le nozze d’oro (privilegio dell’età e della sorpassata abitudine di sposarsi intorno ai vent’anni…) mi ha dato la curiosità di saperne di più su questa istituzione. La parola matrimonio deriva dal latino matrimonium cioè da mater e munus ossia funzione della madre.
L’istituzione matrimoniale ha origini lontanissime. Già nell’antico Egitto era sancita la parità tra i coniugi e l’obbligo di un dono da parte dello sposo e di una dote da parte della sposa. La cerimonia era un atto privato, tra l’uomo marito (hy) e la donna moglie (hm-t): bastava il consenso di voler vivere insieme.

L’uomo poteva avere più consorti, ma la prima sposa aveva un ruolo dominante.
Nel mondo greco e romano il ruolo della donna era subalterno all’uomo. In genere erano i padri o gli uomini di casa che decidevano il matrimonio. Nel mondo romano il rituale prevedeva la dextrarum junctio, una stretta di mano tra i coniugi che sanciva il consenso, in più lo sposo metteva nell’anulare sinistro della sposa un anello; dodici anni era l’età minima per la sposa e quattordici per lo sposo. Nel diritto romano era previsto il divorzio.

Il matrimonio cristiano per circa mille anni seguì in parte il diritto romano: l’unione però doveva essere monogama, non era ammesso il divorzio perché solo la morte poteva sciogliere il vincolo. La moglie poteva essere ripudiata per cause gravi, ma non poteva essere celebrato un nuovo matrimonio fintanto che uno dei coniugi era in vita.

Nel 1215 il IV Concilio Lateranense regolamentò la liturgia e gli aspetti giuridici del matrimonio, in particolare per i figli legittimi. Venne imposto l’obbligo delle pubblicazioni, fu richiesto il consenso libero e pubblico degli sposi. Fu anche regolamentata la causa di nullità del matrimonio in caso di violenze sulla persona, rapimento, non consumazione o matrimonio clandestino.
Con il Concilio di Firenze del 1439 il matrimonio diventò, per la Chiesa Cattolica, uno dei sette sacramenti. Nel Concilio di Trento (XVI secolo) si decretò che il matrimonio doveva essere celebrato davanti al parroco, alla presenza di testimoni. Gli sposi dovevano firmare un registro e si vietò la coabitazione al di fuori del matrimonio, per evitare il concubinato e i figli illegittimi. Nel 1791 in Francia, con la Rivoluzione, si istituì il matrimonio civile.

I popoli germanici, quelli che vengono chiamati “barbari” e che invasero dal IV secolo i territori dell’Impero Romano avevano un matrimonio legale o Muntehe (Mondualdo) che aveva effetti giuridici e legittimava i figli, ma poco peso aveva la donna che, da bambina, era sottomessa al padre, poi al marito e una volta vedova agli uomini di casa, fratelli o figli maschi.
Il Mondualdo stabiliva il matrimonio con una sola donna, ma esisteva presso i nobili Franchi e Longobardi anche un’altra forma di unione la Friedelehe (sposa di pace), la donna veniva ufficialmente portata a vivere in casa del marito, ma i figli che nascevano da questa unione non avevano gli stessi diritti dei figli nati dalla sposa legittima, in particolare per quanto riguarda i diritti successori. Con la cristianizzazione dei popoli germanici e la concezione di matrimonio monogamo e indissolubile, l’unione Friedelehe perse di valore e l’eventuale donna “sposata” secondo questo costume, veniva considerata una concubina e quindi facilmente ripudiabile.

Il matrimonio negli ultimi decenni sembra aver perso valore, le unioni diventano sempre più “liquide” con gravi criticità per la famiglia e per i figli, ai quali è difficile risparmiare insicurezze e problematiche sociali, affettive ed economiche.

Paolo Doglioni

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi articoli pubblicati

Notizie correlate

Un museo importante. Testimonianza di un’industria del passato

Il dollaro. Nome inventato nel XVI secolo

Dopo la caduta dell’Impero Romano, avvenuta nel V secolo, la monetazione divenne pressoché inesistente in tutta Europa.Bisogna arrivare a Carlo Magno che, alla fine del VIII secolo, fece una riforma monetaria e creò il denaro d’argento alla lega di 950/1000.Il denaro...

leggi tutto