La città di Faro in Portogallo è il capoluogo della regione meridionale dell’Algarve, città famosa per essere stata Capitale europea della cultura, ma anche per la convenzione del 2005, quando venne, proprio a Faro, proclamato e sottoscritto dal Consiglio Europeo il valore dell’eredità culturale per la società. Convenzione che è stata condivisa anche dal FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) che la definì un’azione rivoluzionaria per la tutela del patrimonio culturale europeo.
Per caso, leggendo una descrizione di Faro, ho scoperto che il teatro Lethes, nel centro della città, è stato creato da un medico nato a Venezia, ma di origine bellunese: il dottor Lazaro Doglioni (1778-1858).
L’edificio, costruito alla fine del XVI secolo per volere del vescovo Fernando Martins Mascarenhas, era destinato a collegio e chiesa della Compagnia di Gesù, dopo che nel 1595 la città di Faro era stata distrutta dall’esercito inglese diretto a Cadice.
I membri della Compagnia di Gesù abitarono l’edificio e la chiesa fino al 1759, anno in cui furono espulsi dal Portogallo, quindi la proprietà passò all’ordine dei frati carmelitani fino al 1843, fatta eccezione per il periodo napoleonico del 1807, durante il quale il complesso fu adibito a caserma e la chiesa sconsacrata. Nell’anno 1843 l’edificio fu messo in vendita in un’asta pubblica e acquistato da Lazaro Doglioni, con il preciso intento di trasformarlo in teatro.
Lazaro Doglioni, giovane medico abitante a Venezia, nel 1804 stava viaggiando verso Londra su una nave che naufragò vicino a Capo San Vincenzo, estremità sud occidentale del Portogallo, non lontano dalla città di Faro. Sopravvissuto al naufragio, una volta ristabilito decise di stabilirsi proprio a Faro.
Acquistato l’edificio, pubblicamente dichiarò la volontà di costruire un teatro che assomigliasse al teatro San Carlo di Lisbona e alla Scala di Milano e lo chiamò Teatro Lethes dal mitico fiume greco dell’oblio. Sulla facciata Lazaro fece scrivere in latino: MONET OBLECTANDO, vale a dire: “Istruisce scherzando”.
I lavori iniziarono subito e il 4 aprile 1845 il teatro fu inaugurato, proprio nel giorno del compleanno della regina del Portogallo, Maria II di Braganza.
Lazaro non ebbe figli dal suo matrimonio con donna Maria Crispim e i suoi averi finirono al nipote Justino Cumano, che tra l’altro ereditò sia il teatro Lethes sia un vicino complesso residenziale chiamato Palacete Doglioni.
Nel 1859 Justino Cumano ingrandirà e migliorerà il teatro, che subirà ulteriori restauri nei primi anni del XX secolo.
Ancora oggi il teatro è aperto e si rappresentano concerti musicali e commedie che “istruiscono scherzando”, proprio come voleva Lazaro Doglioni.
Paolo Doglioni


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