Il mestiere del gelataio affonda le sue radici nella tradizione italiana e nella storia dell’emigrazione dell’Ottocento. Una storia affascinante, esplorata nel saggio Emigrate di Gianluca Secco, disponibile presso la Biblioteca delle Migrazioni “Dino Buzzati”. In occasione della riapertura delle gelaterie locali, questo volume offre un approfondimento sulla figura del gelataio, un mestiere che ha saputo evolversi nel tempo, mantenendo viva l’arte artigianale.
Il gelataio e l’emigrazione italiana
Nel suo libro, Secco evidenzia come l’emigrazione artigianale abbia lasciato segni profondi, in particolare con gli scoti e i gelatieri. Tra i mestieri del passato, quello del gelataio è uno dei pochi sopravvissuti grazie all’innovazione tecnologica applicata alla produzione del gelato. Inizialmente legata al commercio della frutta cotta, questa attività si è presto affermata all’estero grazie all’intraprendenza dei gelatieri italiani.
Molti di loro, provenienti in particolare dal Cadore e dalla Val Zoldana, emigrarono in Austria, Ungheria, Nord Europa, Americhe e Australia per avviare le loro attività. La preparazione del gelato, un tempo, avveniva in locali modesti, utilizzando mastelli raffreddati con ghiaccio e sale per amalgamare gli ingredienti.
La Val Zoldana e il primato del gelato artigianale
Secco conclude il capitolo sottolineando come la Val Zoldana mantenga ancora oggi un ruolo di primo piano nel settore. Il mestiere del gelataio, tramandato di generazione in generazione, è un’eccellenza italiana che continua a essere amata e apprezzata in tutto il mondo.
Scopri di più sulla storia dei gelatai
La Biblioteca delle Migrazioni “Dino Buzzati” invita tutti gli appassionati di storia e tradizioni a scoprire questo interessante volume, dedicato agli emigrati triveneti di ogni epoca e ai loro discendenti. Un’occasione imperdibile per approfondire un pezzo fondamentale dell’identità italiana.




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