Lo scrittore dell’Alpago è ospite della rubrica settimanale di Radio ABM, condotta da Manuela Gaio, per parlare del suo nuovo romanzo “Tutto è nel bosco”, tra memoria, cambiamenti sociali e rapporto con l’ambiente montano.
È dedicata alla letteratura e alle trasformazioni della montagna la nuova puntata di “Dentro la notizia”, la rubrica settimanale di Radio ABM curata da Manuela Gaio. Ospite dell’intervista è lo scrittore Antonio Giacomo Bortoluzzi, che presenta il suo nuovo romanzo, Tutto è nel bosco, pubblicato da Marsilio.
Il libro attraversa un periodo che va dagli anni Ottanta al 2011 e racconta le vicende di più generazioni nella valle immaginaria di Sasso, un ambiente che richiama i paesaggi dell’Alpago e, più in generale, quelli delle montagne bellunesi. Al centro della narrazione ci sono personaggi con esperienze e visioni differenti, legati in modi diversi al territorio e al bosco che circonda le abitazioni.
Nel dialogo con Manuela Gaio, Bortoluzzi spiega come il bosco assuma significati diversi a seconda dei personaggi: può apparire come una presenza che avanza e restringe gli spazi abitati, ma anche rappresentare un luogo di libertà. Attraverso queste prospettive, il romanzo affronta i cambiamenti del mondo montano e il diverso modo in cui le generazioni si sono rapportate alle proprie radici.
Uno dei temi centrali è proprio la trasformazione della percezione della montagna. Se in passato molti giovani desideravano allontanarsi dai paesi, anche per lasciarsi alle spalle la fatica e le difficoltà della vita contadina, oggi questi stessi luoghi suscitano un rinnovato interesse. Per l’autore, tuttavia, la valorizzazione del territorio non può limitarsi alla bellezza del paesaggio: richiede attenzione alla sua conservazione e alla vita delle comunità che lo abitano.
La conversazione si sofferma anche sul patrimonio delle case tradizionali, sulle frazioni in parte abbandonate e sulla necessità di recuperare edifici che testimoniano una storia secolare. Accanto alla tutela ambientale, Bortoluzzi sottolinea il valore dei rapporti umani e della dimensione comunitaria, ancora presente in molti paesi di montagna.
Spazio anche alla lingua e alla memoria. Nel romanzo, l’italiano della narrazione si intreccia con le parole del dialetto, considerate dall’autore una testimonianza del modo in cui le persone hanno vissuto, lavorato e costruito i propri legami. Le storie tramandate nel tempo diventano così segni della memoria collettiva, capaci di attraversare le generazioni.
Con “Tutto è nel bosco”, Antonio Giacomo Bortoluzzi torna dunque a raccontare il suo mondo, partendo dall’esperienza dell’Alpago per affrontare questioni che riguardano più ampiamente le aree montane.



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