Si sono svolte oggi a Longarone, con il patrocinio del Comune, della Regione del Veneto e della Provincia di Belluno, le celebrazioni nazionali della 76ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, iniziativa promossa dall’ANMIL (Associazione fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) con il patrocinio della Rai e la media partnership della TGR Rai.
La scelta della sede ha inteso richiamare la memoria del disastro del Vajont del 9 ottobre 1963, in cui persero la vita 1917 persone, tra le quali si contarono decine di operai e tecnici impiegati nei cantieri della diga e delle centrali idroelettriche.
Le istanze dell’associazione e le proposte di riforma
Nel corso della cerimonia civile tenutasi presso il Museo del Vajont, il Presidente Nazionale ANMIL Amedeo Bozzer ha ripercorso le criticità legate alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Ricordando i processi storici legati alla tragedia del 1963, Bozzer ha evidenziato come si sia trattato di «una giustizia di facciata, che nell’apparentemente lontano 1971 restituì pene irrisorie per quello che fu un eccidio appurato, ben lontano dalla tragica fatalità e causato dalla logica cinica del profitto a discapito della vita umana».
Il Presidente Nazionale ha quindi ribadito la necessità di interventi legislativi sul presente: «La stessa giustizia che fatica ancora oggi ad attribuire le dovute responsabilità per migliaia di morti a causa dell’insicurezza sul lavoro, morti che oggi vogliamo chiamare con il nome che avrebbero meritato le vittime del Vajont: omicidi!». L’associazione ha espresso il proprio sostegno alla proposta di legge C. 2849, incardinata in Commissione Giustizia alla Camera, per l’introduzione del reato autonomo di omicidio sul lavoro.
Riguardo all’efficacia delle indagini, Bozzer ha precisato che «non si tratta di giustizialismo, bensì di inaugurare una nuova era di giustizia sociale che merita basi solide volte a ritrovare la perduta fiducia nella capacità dello Stato di tutelare la sicurezza dei lavoratori. Un’era che finalmente restituisca dignità alla salute e sicurezza dei lavoratori attraverso l’istituzione di una Procura Nazionale del Lavoro, capace di accentrare e uniformare le indagini in materia superando la deleteria frammentaria territoriale vigente, e guidata da una squadra di magistrati esperti della vastità tematica che la sicurezza del lavoro abbraccia».
Il quadro infortunistico e gli interventi della giornata
I dati INAIL relativi ai primi otto mesi del 2026 hanno delineato un incremento complessivo del fenomeno infortunistico sul territorio nazionale. Le denunce totali di infortunio sono salite a 404.809 con un aumento del 5,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre i casi con esito mortale hanno raggiunto quota 701, registrando un incremento del 2,9%. Contestualmente, le denunce di malattia professionale sono cresciute del 16,3%, attestandosi a 74.542 casi.
Amedeo Bozzer ha ribadito la funzione sociale della ricorrenza, spiegando che «la Giornata Nazionale che celebriamo oggi non deve limitarsi alla memoria di quanti hanno perso la vita, hanno subìto una menomazione, hanno perso un familiare o hanno contratto una malattia professionale in occasione lavorativa. Deve altresì essere un’arena di confronto, una raccolta di stimoli, esperienze e conoscenze, che emergeranno nel corso della Cerimonia Civile ospitata proprio dal Museo del Vajont, il che ne rinforza l’enorme portata di valore».
Durante la commemorazione sono intervenuti anche i genitori di Mattia Battistetti, il ventitreenne rimasto ucciso in un cantiere a Montebelluna. Riferendosi a questo contributo, Bozzer ha concluso sottolineando che «la testimonianza dei genitori di Mattia ci ricorda che dietro ogni numero e ogni procedimento giudiziario ci sono persone, famiglie e vite spezzate. Per questo riteniamo fondamentale che la voce dei familiari delle vittime trovi spazio nella nostra Giornata Nazionale: ascoltarla significa non lasciare che queste tragedie vengano dimenticate e ribadire che la sicurezza sul lavoro non può essere considerata un costo, ma un diritto e una responsabilità che riguarda tutti».
Nel corso dell’evento l’INAIL ha anticipato la consegna dei brevetti e dei distintivi d’onore agli invalidi del lavoro aventi diritto, «per rafforzare l’impegno verso la categoria che rappresentiamo e alla quale apparteniamo da oltre 83 anni come Associazione». La giornata si è infine conclusa con la presentazione del brano “Futuro e Presente”, realizzato dalla Sede ANMIL di Belluno e dall’IRFA ed eseguito da persone con disabilità da lavoro.




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