Un grande successo internazionale per il talento lirico bellunese che, varcando gli oceani, ha saputo conquistare uno dei templi mondiali della musica. Dal 6 al 12 settembre 2026, la soprano Chiara Isotton è stata protagonista sul prestigioso palcoscenico del Teatro Colón di Buenos Aires, interpretando con straordinaria intensità e maestria i panni della protagonista in Manon Lescaut di Giacomo Puccini.
Le recite, andate in scena tra il 6 e il 12 settembre, hanno registrato un notevole riscontro di pubblico e critica, confermando le doti interpretative e vocali della cantante originaria del territorio bellunese. Ma ad arricchire l’atmosfera di questa importante trasferta sudamericana è stata la presenza calorosa e numerosa dei connazionali in sala. Ad assistere alle rappresentazioni e ad applaudire la soprano c’era infatti una delegazione di bellunesi guidata da Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, volato nella capitale argentina per sostenere l’artista, incontrare la comunità locale e rinsaldare i legami storici che uniscono il Bellunese al Sud America.
Per il presidente De Bona l’esperienza ha assunto un valore simbolico e culturale di eccezionale rilievo, reso ancor più suggestivo dalla cornice architettonica e storica del teatro. «È stato un vero onore assistere all’esibizione di Chiara Isotton», ha dichiarato con emozione, sottolineando la straordinarietà del momento. «Un’emozione immensa e motivo di profonda fierezza per tutta la nostra provincia, resa ancora più speciale dal fatto che una nostra talentuosa concittadina abbia cantato su un palco prestigioso e universalmente riconosciuto come il Teatro Colón di Buenos Aires, un tempio della lirica mondiale la cui progettazione e realizzazione fu curata da un altro illustre bellunese, Francesco Pellizzari, originario di Sospirolo, legando così indissolubilmente la storia e la cultura delle nostre montagne con Buenos Aires».
La presenza dei bellunesi in teatro e il trionfo di Chiara Isotton suggellano così una settimana di grandi emozioni, confermando come il talento e la memoria della terra bellunese sappiano farsi valere e commuovere le platee di tutto il mondo.




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