Prevenzione del suicidio: a Feltre una comunità intera esce dall’ombra e rompe il silenzio

Redazione | 14 settembre 2026 alle 21:15 | 0 commenti

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Una partecipazione corale ha riempito la sala convegni dell’Ospedale di Feltre in occasione dell’incontro “Una comunità in dialogo”, organizzato dall’AULSS 1 Dolomiti per la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio. L’evento ha riunito i rappresentanti delle principali istituzioni civili, religiose e militari della provincia, affiancati dal mondo della scuola, dagli enti locali, dai primari ospedalieri e da numerose associazioni del terzo settore.

L’iniziativa ha proposto un approccio laboratoriale e aperto alla cittadinanza, orientato a trasferire il fulcro della prevenzione e dell’assistenza dai soli ambiti clinici alla rete di relazioni sociali del territorio. Come sottolineato dal direttore generale dell’AULSS 1 Dolomiti, Achille Di Falco, la costruzione di una risposta efficace richiede l’integrazione concreta tra sanità, forze dell’ordine e associazionismo.

Il ruolo della comunità e il sostegno alla postvention

Durante l’incontro, la dottoressa Mariangela Spano, direttore dell’UOC Psichiatria di Feltre, ha evidenziato come la prevenzione del suicidio costituisca una responsabilità di salute pubblica articolata che richiede il coinvolgimento attivo dell’intera società. Il sindaco di Feltre, Viviana Fusaro, ha rimarcato la disponibilità del territorio a superare la storica riservatezza locale per affrontare apertamente il tema del disagio.

Un approfondimento specifico è stato dedicato alla postvention, ovvero al percorso di supporto destinato a chi affronta il lutto a seguito di una morte violenta o suicidaria. A questo proposito sono state illustrate le attività della Rete di Malachia ODV, presentate da Francesco Rocco, e i contributi del Tavolo di prevenzione dei suicidi della Provincia di Treviso con Luigi Colusso, incentrati sull’assistenza ai familiari e sui percorsi di elaborazione del trauma.

Strategie regionali e prossimi sviluppi

La dottoressa Gemma Capano, direttore dell’UO Salute Mentale della Regione del Veneto, ha esposto gli strumenti regionali operativi sul campo, tra cui il servizio di supporto telefonico InOltre e i progetti dedicati alle unità madre-bambino. Nel corso della giornata sono stati inoltre proiettati estratti di podcast con testimonianze dirette.

L’incontro si è concluso con l’intervento dell’assessore ai Servizi Sociali della Regione del Veneto, Paola Roma, che ha confermato l’intenzione di estendere il modello sviluppato dall’AULSS 1 Dolomiti – basato sull’inserimento della prevenzione del suicidio nei Piani di Zona – agli altri 23 Ambiti Territoriali Sociali della regione. L’approccio integrato punta a consolidare le sinergie previste dalla Legge Regionale 9 per la tutela della salute mentale e della continuità assistenziale.

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