Belluno, rimpatriato 32enne evaso dal carcere: era autore di diversi reati nella provincia

Redazione | 12 agosto 2026 alle 14:39 | 0 commenti

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L’uomo, rintracciato in Polonia tramite mandato di arresto europeo dopo una fuga con le lenzuola dal carcere di Trieste, è stato scortato nel Paese d’origine dalla Polizia di Stato

Nella giornata di domenica 9 agosto 2026, il personale della Polizia di Stato della Questura di Viterbo ha portato a termine le procedure per il rimpatrio di un cittadino pakistano di 32 anni, giudicato di elevata pericolosità sociale. Il provvedimento ha messo fine alla vicenda giudiziaria di un uomo che nel corso del 2025 aveva generato forte allarme sociale in vari comuni della provincia di Belluno.

I reati nel Bellunese e i primi provvedimenti

Nel corso del 2025, il trentaduenne si era reso responsabile di una serie di reati predatori e contro la persona nel territorio bellunese. A seguito di tali episodi, il Questore di Belluno aveva emesso nei suoi confronti diversi fogli di via obbligatori da molteplici comuni della provincia, unitamente a contestuali ordini di allontanamento dal territorio nazionale.

L’evasione a Trieste e la fuga all’estero

Successivamente all’allontanamento dall’area bellunese, l’uomo era stato arrestato e recluso presso la casa circondariale di Trieste. Da questa struttura era tuttavia riuscito ad evadere con una modalità rocambolesca, calandosi dalla struttura penitenziaria utilizzando delle lenzuola annodate tra loro.

La latitante si è conclusa in Polonia, dove il cittadino pakistano è stato individuato dalle autorità locali a seguito dell’emissione di un mandato di arresto europeo da parte della magistratura italiana. Conseguentemente, si è proceduto alla sua estradizione in Italia.

Il trasferimento a Viterbo e il definitivo rimpatrio

Rientrato sul territorio nazionale, l’uomo è stato ristretto presso l’Istituto di pena “Nicandro Izzo” di Viterbo per scontare la condanna relativa all’evasione, unitamente al cumulo di pene residue per i precedenti reati commessi.

Valutata la persistente pericolosità sociale del soggetto, l’Ufficio di Sorveglianza ha disposto la misura del rimpatrio. L’istruttoria è stata curata dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Viterbo, mentre l’esecuzione del provvedimento è stata garantita dagli agenti della Polizia di Stato, che hanno scortato il trentaduenne fino al Paese d’origine.

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