Magnifica humanitas

Redazione | 06 luglio 2026 alle 12:31 | 0 commenti

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La prima lettera enciclica di Papa Leone XIV, che ha come tema la custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, rivela un interesse profondo per lo sviluppo sociale e culturale dell’umanità ed uno sguardo attento alle vicende della storia e alle dinamiche che la caratterizzano. La dottrina sociale della Chiesa, di cui papa Leone ripercorre i tratti salienti e i contributi offerti dai diversi pontefici e dal Concilio Vaticano II, non viene vista come un impianto dottrinale calato dall’alto come una costruzione teorica perfetta, ma come una esperienza di discernimento che avviene nella storia sotto la guida dello Spirito Santo nel contesto proprio di ciascuna epoca.

Oggi, in particolare, “la magnifica umanità creata da Dio si trova di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme”. E’un compito che è dato ad ogni generazione: “di far maturare la storia come luogo in cui la dignità di ogni persona sia custodita, la giustizia promossa e la fraternità resa possibile”. Resta infatti sempre presente “il rischio di costruire un mondo disumano e più ingiusto”.
Richiamandosi agli inizi della dottrina sociale, quando Leone XIII con la enciclica Rerum novarum nel 1891 diede una lettura degli eventi sociali, politici ed economici, interpretandoli alla luce del Vangelo, ma anche comprendendo le dinamiche proprie della realtà umana e storica, dotata di una propria autonomia ed orientata alla tutela e alla promozione della persona umana, il Papa riflette sulle “cose nuove” di oggi. Le “cose nuove” di allora, legate alla rivoluzione industriale e al conflitto tra capitale e lavoro, sono diventate oggi lo sviluppo tecnologico, l’intelligenza artificiale e il sogno, per alcuni, di superare l’umanità attuale attraverso l’ibridazione tecnologica, verso il transumanesimo o il postumanesimo, che si propone di superare l’antropocentrismo, cioè la visione di una cultura e di una società che abbiano al centro la persona umana.

Papa Leone XIV richiama per questo i fondamenti della dottrina sociale della Chiesa – la creazione dell’uomo a immagine del Dio trinitario, l’uguale dignità di tutti gli esseri umani, il valore dei diritti umani – e ricorda i principi della dottrina sociale: anzitutto il principio del bene comune e, riguardo ad esso, il compito dello Stato nel garantire una giusta organizzazione della società civile, anche a livello internazionale, mentre aumentano le logiche di sopraffazione e di aggressività nelle relazioni tra i popoli, il principio della destinazione universale dei beni, cui è subordinato lo stesso diritto alla proprietà privata, il principio di sussidiarietà, per il quale le istituzioni di livello superiore devono riconoscere, proteggere e promuovere la libertà dei livelli inferiori, coordinandone gli sforzi in vista del bene comune.

Quello delineato da Papa Leone è un quadro complesso della realtà che i credenti hanno di fronte, ma anche una opportunità entusiasmante di dare ciascuno il proprio contributo per riscoprire e ed affermare la grandezza dell’essere umano, per la quale il limite – incapacità, malattia, vecchiaia, sofferenza, vulnerabilità – non è un errore da correggere, ma il contesto nel quale nasce la compassione, la solidarietà, l’anelito per la giustizia, contro ogni visione che proponga una salvezza coincidente con il solo progresso tecnologico.

I credenti, ma anche tutte le persone di buona volontà alle quali il Papa si rivolge, sono invitati ad assumere la propria responsabilità: quella di misurarsi con le sfide del nostro tempo, seminando in esso processi di costruzione del bene, ricordando, come amava dire Papa Francesco, che il tempo è superiore allo spazio, perché i processi guidati da consapevolezza e creatività portano ad esiti di novità per i quali, accanto all’impegno degli uomini, è all’opera la presenza amante e plasmante di Dio.

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