Ordinazione diaconale a Valdocco: il bellunese Michele Reolon nel cammino verso il sacerdozio

Redazione | 21 giugno 2026 alle 14:35 | 0 commenti

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La basilica di Maria Ausiliatrice a Valdocco, Torino, luogo simbolo della spiritualità salesiana e culla dell’opera di san Giovanni Bosco, ha ospitato un significativo momento ecclesiale. Sabato 13 giugno 2026, il trentenne Michele Reolon, originario di Belluno, è stato ordinato diacono. Insieme a lui hanno ricevuto l’ordinazione altri sedici confratelli della Congregazione Salesiana, provenienti da undici diverse nazioni di Europa, Asia e Africa, a testimonianza del respiro internazionale dell’ordine.

La solenne celebrazione è stata presieduta dal vescovo ausiliare di Torino, monsignor Alessandro Giraudo.

L’omelia del vescovo: la Parola nel profondo della vita

Durante l’omelia, richiamando la vocazione del profeta Geremia, monsignor Giraudo ha ricordato come il ministero diaconale nasca dall’iniziativa divina, collegando questo concetto al rito della consegna del Vangelo. Il presule ha sottolineato l’importanza di una fede incarnata:

«Tra poco riceverete il Vangelo, Colui che è la Parola. Riceverete il dono di annunciare questa Parola. Ma voi avete scelto, e lo ricordate a tutti noi, che questa parola non può rimanere soltanto sulla bocca: deve scendere nel profondo della vita».

Il vescovo ha poi esortato i nuovi diaconi alla vigilanza e alla disponibilità nel servizio quotidiano, invitandoli a farsi compagni di strada delle persone più fragili e a non temere le “notti” esistenziali di chi ha smarrito la speranza o attraversa momenti di difficoltà. Il rito è poi proseguito con i gesti tradizionali: l’imposizione delle mani, la preghiera di ordinazione, la vestizione con stola e dalmatica e la consegna formale del libro dei Vangeli.

Le prime riflessioni e il servizio sul territorio

Il giorno successivo all’ordinazione, domenica 14 giugno, il neo-diacono Michele Reolon ha svolto il suo primo servizio liturgico nella chiesa parrocchiale dei Santi Claudio e Dalmazzo a Castiglione Torinese. Durante l’omelia, il religioso bellunese ha proposto una metafora efficace per mettere in guardia dal rischio di burocratizzare la fede o di ridurla a un “fortino” privato.

Prendendo spunto dal passo evangelico «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date», Reolon ha esortato la comunità a vivere una fede aperta all’esterno:

«Non siamo qui perché siamo bravi. Siamo qui per lasciarci prendere sulle ali di Dio. Siamo qui per essere una pagnotta che si sbriciola per essere donata agli altri».

La giornata si è conclusa con un momento di festa e un pranzo comunitario nella vicina parrocchia di Gassino Torinese, dove il salesiano ha operato negli ultimi due anni nell’animazione dei gruppi giovanili locali.

“Seguire Gesù nel suo essere servo”

Interpellato sul significato profondo del ministero appena assunto, Michele Reolon ha espresso la sua visione del diaconato con parole che uniscono freschezza e radicalità evangelica, richiamando l’essenza del servizio ai giovani e alla Chiesa:

«Credo significhi decidersi di zompettare dietro a Gesù per seguirlo nel suo essere servo di Dio e degli uomini. Indossare il grembiule e la stola, pronto a lavare i piedi sporchi delle persone e a donare il Pane di Vita agli affamati di senso. Servire è un piccolo e quotidiano perdersi per il bene di altri, andare alla deriva perché i sogni di Dio si realizzino, portare la vita dove vita non c’è».

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