L’archivio storico della memoria migrante si arricchisce di un nuovo, nitido tassello. Una fotografia d’epoca risalente agli anni ’20 del Novecento, proveniente da Recklinghausen, nella regione mineraria del Nordreno-Vestfalia (Germania), offre uno sguardo ravvicinato e privo di retorica sulla quotidianità dei lavoratori partiti dalla provincia di Belluno.
L’immagine, conservata e messa a disposizione grazie alla gentile concessione di Enrico De Salvador, ritrae un gruppo di emigranti bellunesi in un momento di sosta o di fine turno. La Germania di quel decennio, segnata dalle complessità economiche del primo dopoguerra, rappresentò una destinazione cruciale per la manodopera del Veneto transfrontaliero, impiegata massicciamente nelle miniere di carbone, nella metallurgia e nelle grandi opere infrastrutturali della Ruhr.
I volti e le posture restituiscono la concretezza di un’esperienza storica collettiva, fatta di radicamento identitario e di un graduale, spesso faticoso, percorso di integrazione nel tessuto industriale tedesco.
Il ruolo della ricerca e della conservazione digitale
Questo documento fotografico non è un caso isolato, ma fa parte di un più ampio progetto di recupero documentale. Lo scatto, insieme a numerosi altri materiali d’archivio, testimonianze scritte e reperti visivi, è consultabile presso il Centro Studi sulle Migrazioni “Aletheia”, organo di ricerca scientifica istituito dall’Associazione Bellunesi nel Mondo.
Il Centro Studi si occupa costantemente della digitalizzazione, catalogazione e analisi dei flussi migratori storici e contemporanei, offrendo a ricercatori e discendenti uno strumento per ricostruire le traiettorie dei singoli nuclei familiari e l’impatto economico delle rimesse nei comuni d’origine. Per approfondire la ricerca e visionare l’intero catalogo iconografico, la piattaforma di riferimento è accessibile all’indirizzo istituzionale: www.centrostudialetheia.it.




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