C’è un filo invisibile ma indissolubile che lega la terra di Belluno al resto del mondo, un filo intessuto di storie, partenze e speranze. Una preziosa testimonianza di questo legame ci arriva da uno scatto fotografico risalente agli inizi del Novecento, proveniente dagli Stati Uniti e conservato grazie alla gentile concessione di Gianluigi Bazzocco.
La fotografia, nata come cartolina ricordo da inviare ai parenti rimasti in Italia, ritrae cinque giovani migranti bellunesi che avevano attraversato l’oceano in cerca di un futuro migliore.
Orgoglio e dignità oltre l’oceano
Sebbene il tempo abbia cancellato i loro nomi e le loro specifiche biografie, l’immagine parla con una chiarezza disarmante. A colpire il lettore contemporaneo sono soprattutto la postura e lo sguardo fiero dei cinque protagonisti. Nei loro occhi non si legge la sottomissione, ma la consapevolezza del proprio valore e della propria determinazione.
Questo ritratto statico diventa così il manifesto di un’intera generazione: uomini e donne che, pur affrontando la durezza dello sradicamento e l’impatto con una realtà straniera spesso ostile, hanno saputo mantenere intatta la propria dignità. È la narrazione visiva di un sistema di valori fondato sul sacrificio e sull’impegno costante nel lavoro, tratti distintivi che da sempre hanno caratterizzato l’epopea migratoria della comunità bellunese nel mondo.
Per approfondire la memoria storica: Questo scatto fa parte del patrimonio documentale custodito dal Centro Studi sulle Migrazioni “Aletheia”, organo dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. L’archivio completo e le altre immagini storiche che compongono questo mosaico di memoria collettiva sono consultabili sul sito ufficiale:www.centrostudialetheia.it.




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