Una storia lunga 60 anni. Instancabilmente… instancabili!

Dino Bridda | 26 gennaio 2026 alle 09:17 | 0 commenti

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1966-2026: tra queste due date si collocano 60 anni di attività di questo nostro mensile che nelle sue pagine ha ospitato contributi scritti di ben 100 collaboratori. Sono numeri che testimoniano altrettanta attività svolta dalla nostra Associazione e che la collocano tra le eccellenze nel panorama del mondo dell’associazionismo migratorio italiano.

Quella che dapprima si chiamò “Associazione Emigranti Bellunesi” ed oggi è “Associazione Bellunesi nel Mondo” ha inteso aprire in questo modo le manifestazioni per il suo 60° di fondazione. Perché? Perché, come è stato a più riprese sottolineato alla presentazione ufficiale dello scorso 31 dicembre, le storie dell’Abm e del suo mensile si intersecano di continuo. Infatti a chi consulta le pagine di questo giornale è concesso ripercorrere la storia dell’Associazione, passo dopo passo, articolo su articolo, titolo su titolo, foto su foto. Si tratta di una necessaria dicotomia che per ben sessant’anni ha “parlato” ai bellunesi sparsi nel mondo per assisterli ed informarli su che cosa accade in provincia. Dall’altro lato ha riferito ai residenti in provincia su che cosa accade nelle comunità dei nostri emigranti e delle loro famiglie.

Di quanto appena esposto danno conto, in una riuscita sintesi, anche l’apprezzabile volume di 130 pagine, a firma di Samuele Marcon, e la mostra documentaria che impreziosisce la sala riunioni dell’Abm nella sede di via Cavour. Tutto ciò è frutto di un lavoro certosino esercitato per rivisitare la memoria dei decenni passati non di certo per autocelebrarsi, bensì per rendere giustizia, in primo luogo, a tutti coloro i quali, dal 1966 ad oggi, hanno portato il loro prezioso “mattoncino” per costruire la “casa” dell’Abm.
Libro e mostra sono solo due elementi di un cartellone di iniziative che animeranno questo 2026 nel corso dei mesi e delle quali daremo conto nei prossimi mesi. Iniziative che consentiranno, a chi è interessato alla nostra storia di poterla “lèggere” soprattutto attraverso una lente di ingrandimento proiettata sulla figura, l’opera, le realizzazioni, le idee e le cronache degli uomini e delle donne che ne sono stati protagonisti.

Siamo convinti che questo nostro vissuto associazionistico, giornale compreso, sia stato e lo sia tuttora un’espressione di vera e profonda umanità nel rispetto delle storie singole e familiari che fanno da contenuto alla vicenda sessantennale della “Bellunesi nel mondo”. Siamo riusciti nell’intento di testimoniare all’esterno ciò che siamo stati e siamo tuttora al nostro interno? Non sta a noi rispondere, spetta a voi, cari lettori.

Detto tutto ciò ci pare doveroso sottolineare che abbiamo sempre cercato di essere al passo con i tempi elaborando e ponendo in essere altre valide iniziative nel corso di questi ultimi anni. In principio c’era soltanto il mensile, poi vennero, in ordine sparso la Biblioteca “Dino Buzzati”, il Museo interattivo delle migrazioni (che sta allargando il suo campo d’azione…), il Centro Studi “Aletheia”, nonché la seguitissima presenza consistente sui canali social, Bellunoradici.net, Bellunesinelmondo.info, Accademiabm.it, le Abm News, Bellunesi nel mondo edizioni, Radio ABM – Voce delle Dolomiti. E chissà che cosa ci riserverà il futuro…!

Il mondo dell’emigrazione è profondamente cambiato, si è evoluto dal 1966 ad oggi e noi lo abbiamo accompagnato, seguito, qualche volta anche precorso, rifiutando di esserne solo spettatori, ma accettando la sfida di esserne sempre protagonisti. Instancabilmente.
Ad maiora!

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