Il 21 aprile 2025, alle ore 7:35, nella sua residenza a Casa Santa Marta in Vaticano, moriva Papa Francesco, Jorge Mario Bergoglio, nato il 17 dicembre 1936 a Flores, Buenos Aires, in Argentina, da una famiglia di emigranti italiani provenienti dal Piemonte. Il collegio cardinalizio dovrà eleggere un nuovo Papa. Nei secoli molte sono state le leggi per eleggere i Papi: dalla semplice acclamazione del popolo romano alla decisione di alcuni cardinali o al volere di qualche imperatore fino all’attuale conclave (cum clave), ma può essere interessante ripensare a un periodo di mille anni fa, in piena lotta per le investiture tra il papato e l’impero, e con due documenti importanti il Privilegium Othonis del 962 dell’imperatore Ottone I e il Dictatus Papae del 1075 di Papa Gregorio VII. Il Privilegium Othonis stabilisce che l’elezione del Papa deve avvenire con il consenso dell’imperatore, ribadendo la supremazia imperiale sul papato. A tal fine nel documento Ottone chiama a testimonio San Pietro.
Il Dictatus Papae, circa cento anni dopo, contesta il Privilegium Othonis e Papa Gregorio VII afferma:
- Che la Chiesa Romana è stata fondata da Dio e da Dio solo.
- Che il Pontefice Romano è l’unico che può essere giustamente chiamato universale.
- Che lui solo può deporre o ripristinare i vescovi.
- Che in qualunque concilio i suoi legati, anche se minori in grado, hanno autorità superiore a quella dei vescovi, e possono emanare sentenza di deposizione contro di loro.
- Che il Papa può deporre gli assenti.
- Che, fra le altre cose, non si possa rimanere nella stessa casa con coloro che egli ha scomunicato.
- Che a lui solo è legittimo, secondo i bisogni del momento, fare nuove leggi, riunire nuove congregazioni, stabilire abbazie o canoniche; e, dall’altra parte, dividere le diocesi ricche e unire quelle povere.
- Che solo lui può usare le insegne imperiali.
- Che solo al Papa tutti i prìncipi devono baciare i piedi.
- Che solo il suo nome venga pronunciato nelle chiese.
- Che questo sia il solo suo nome al mondo.
- Che a lui è permesso di deporre gli imperatori.
- Che a lui è permesso di trasferire i vescovi secondo necessità.
- Che egli ha il potere di ordinare un sacerdote di qualunque chiesa voglia.
- Che colui che egli ha ordinato può dirigere un’altra chiesa, ma non può mantenere posizioni inferiori; e che un tale non può ricevere gradi superiori da alcun altro vescovo.
- Che nessun sinodo sia detto sinodo generale senza il suo ordine.
- Che nessun capitolo e nessun libro sia considerato canonico senza la sua autorità.
- Che una sentenza da lui emanata non possa essere ritirata da alcuno; e che soltanto lui, fra tutti, possa ritirarla.
- Che egli non possa essere giudicato da alcuno.
- Che nessuno osi condannare chi si appella alla Santa Sede.
- Che a tale Sede vengano sottoposti i casi più importanti di ogni chiesa.
- Che la Chiesa Romana non ha mai errato; né mai errerà per tutta l’eternità, secondo le Scritture.
- Che il Pontefice Romano, se è stato eletto canonicamente, è senza dubbio alcuno fatto santo dai meriti di san Pietro; secondo quanto detto da san Ennodio, vescovo di Pavia, e da molti santi padri che lo hanno sostenuto. Secondo quanto contenuto nei decreti di san Simmaco papa.
- Che, per suo comando e col suo consenso, sia legale per un subordinato di presentare accuse.
- Che egli possa deporre o ripristinare vescovi senza convocare un sinodo.
- Che colui il quale non è in pace con la Chiesa Romana non sia considerato cattolico.
- Che egli possa liberare i sudditi dall’obbligo di obbedienza a uomini malvagi.
Questi due documenti diedero inizio alla famosa “lotta per le investiture” che durò dal 1075 al 1122 con l’elezione di Papi e di Antipapi e lotte, sofferenze e morti.
Paolo Doglioni


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