Si è spento all’improvviso lo scorso 26 settembre a Rio de Janeiro lo chef e imprenditore Roberto Dalla Corte. Nato a Feltre il 9 ottobre 1966, ma cresciuto e da sempre legato alla città di Belluno, Dalla Corte aveva 59 anni e da oltre venticinque viveva in Brasile, Paese in cui si era affermato nel panorama enogastronomico locale.
Un percorso professionale di respiro internazionale
La carriera di Dalla Corte ha preso avvio con le prime esperienze professionali nei principali centri turistici e della ristorazione veneta, tra Cortina d’Ampezzo, Jesolo e Venezia. Successivamente ha intrapreso un percorso di crescita all’estero che lo ha portato dapprima negli Stati Uniti, a San Francisco, e nel 1999 in Brasile.
A Rio de Janeiro ha consolidato la propria attività come Executive Chef e imprenditore, legando il proprio nome a rinomate realtà culinarie, tra cui il ristorante Clube Chocolate nel quartiere di São Conrado. Nel corso degli anni la sua figura professionale è apparsa in diverse pubblicazioni e portali di settore dedicati alla scena gastronomica brasiliana, tra cui la testata GZH/Destemperados nel 2015. Negli anni più recenti operava attraverso la società Dalla Corte Gastronomia LTDA, attiva nel settore dei servizi di ristorazione e dell’organizzazione di eventi.
Il cordoglio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo
Alla notizia della scomparsa, Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, ha espresso il proprio cordoglio a nome dell’associazione:
«È sempre un grande dolore quando viene a mancare un nostro conterraneo all’estero. A nome dell’Associazione Bellunesi nel Mondo esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia e a tutti i suoi cari in questo momento di dolore».
Il legame con l’Italia e la promozione culturale
Accanto all’attività imprenditoriale, lo chef ha preso parte a diverse iniziative volte a valorizzare la cultura e le tradizioni enogastronomiche italiane in Sudamerica, tra cui il Festival Italia Nostra a Rio de Janeiro.
Nonostante la lunga permanenza all’estero, Dalla Corte ha mantenuto costanti i contatti con Belluno, dove risiedono i familiari e dove faceva ritorno quando la professione lo consentiva. La sua improvvisa scomparsa lascia un grande vuoto sia tra i colleghi e gli amici in Brasile, sia nella comunità bellunese.




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