Analizzare le direttive europee per tradurle in opportunità di crescita per i territori montani. È questo l’obiettivo del seminario «Post-Soteu 2026 Talk», ospitato venerdì 25 settembre presso la sede bellunese della Camera di Commercio Treviso Belluno | Dolomiti.
L’evento, promosso dal Centro Europe Direct Montagna Veneta del Gal Prealpi e Dolomiti in sinergia con l’ente camerale, ha riunito amministratori, imprese e associazioni per confrontarsi sulle priorità fissate dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel Discorso sullo Stato dell’Unione, in vista dell’avvio del prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034.
Ad aprire i lavori sono stati Paolo Doglioni, in rappresentanza del presidente camerale Francesco De Bettin, e la presidente del Gal Sara Bona. De Bettin ha rimarcato l’importanza di semplificare l’accesso alle risorse europee per le PMI e di definire un “Capitolo Montagna” nel futuro Piano di partenariato italiano. Sulla stessa linea Sara Bona, che ha ribadito la necessità di far arrivare i territori montani pronti al nuovo ciclo programmatico.
L’inquadramento macroeconomico è stato illustrato da Francesco Rossi Salvemini, della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, che ha approfondito la riforma del bilancio dell’Unione, articolato su tre pilastri principali: i piani di partenariato nazionali e regionali, la competitività e l’Europa globale.
Successivamente, Mauro Varotto, esperto di Euris, ha analizzato le sfide territoriali e le priorità europee applicabili alla Montagna Veneta, evidenziando temi quali l’adattamento climatico, l’impatto dell’intelligenza artificiale e il «diritto di rimanere», legato a strategie concrete per casa, servizi e mobilità. Dal confronto è scaturita la proposta di un’Alleanza territoriale tra istituzioni, imprese, ricerca e terzo settore, con la Provincia di Belluno nel ruolo di regia istituzionale per incidere sulle scelte della programmazione europea, il cui avvio procedurale è previsto per giugno 2027.
I contributi e le istanze emersi durante il dibattito finale con i partecipanti saranno condivisi sulla Citizens’ Engagement Platform della Commissione europea per rappresentare le esigenze della montagna veneta in sede comunitaria.




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