Dalla parola ai fatti: perché i convertiti ci mostrano il vero volto della fede

Francesco D Alfonso diacono | 27 settembre 2026 alle 22:47 | 0 commenti

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XXVI Domenica T. O. – A 27 settembre 2014

Dal Vangelo secondo Matteo (21, 28-32).

In quel tempo Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: “Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. 29Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. 30Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. 31Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?”. Risposero: “Il primo”. E Gesù disse loro: “In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli.


Al centro dell odierno brano del Vangelo è il tema dell agire dell uomo secondo libertà e secondo coscienza, tema che Gesù affronta con i sacerdoti e con gli anziani, e che certo è da loro compreso, ma che Gesù orienta alla necessità della conversione, cosa tutt altro che condivisa dagli stessi: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli».

Il confronto tra l atteggiamento dei figli dinanzi alla richiesta del padre di andare a lavorare nella vigna è facile da valutare: il primo dice no, ma poi si pente e ci va; il secondo dice sì, ma alla disponibilità iniziale non fa seguire l azione. Alla domanda di Gesù su chi abbia compiuto la volontà del padre, gli astanti non hanno difficoltà ad indicare il primo; ma l intento di Gesù è di richiamare la necessità di convertirsi, di abbandonare il male per il bene, di non limitarsi ad una adesione puramente formale, bensì di compiere la volontà di Dio con le opere.

Chi fa questo, anche provenendo da una via di peccato, entra nella vita: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

È possibile a parole schierarsi con il Vangelo, riconoscere la verità della parola di Dio, ma poi non trarne le conseguenze per la propria vita. Gli scribi e i farisei erano zelanti difensori della legge, così come il fratello maggiore della parabola del Padre misericordioso era sempre stato nella casa del padre obbedendo ai suoi comandi, ma costoro non avevano creduto con il cuore: i peccatori, invece, come i pubblicani e le prostitute, segnati a disprezzo dai benpensanti di allora, hanno creduto e cambiato vita.

Torna qui il tema degli «ultimi-primi» di domenica scorsa: non importa da quale storia di vita uno provenga, importa solo quale direzione voglia prendere. La misericordia di Dio è per tutti, ma non tutti vi fanno ricorso; chi ha gravemente peccato, forse comprende più di altri la grandezza del dono di Dio. I grandi convertiti hanno segnato la storia con la luce di una esistenza trasformata dalla Grazia: essi costituiscono l evidenza che Dio non considera perduto nessuno degli uomini che ha creato, ma vuole che ciascuno abbandoni la via del male ed entri nella via della vita. Essi sono anche la prova che all azione della Grazia ogni uomo può corrispondere con la sua scelta libera.

Anche oggi il Vangelo attira i lontani: sono molte le vie della divina misericordia, che agisce in modo misterioso, quanto meraviglioso ed efficace, come ha sottolineato Papa Leone XIV nella sua odierna visita in Francia riflettendo sul dato del crescente numero di richieste di battesimo. Talvolta può accadere che i neoconvertiti appaiano esuberanti ed esagerati agli occhi dei più e non è raro avvertire in questi un senso di diffidenza, se non un giudizio di riprovazione.

Certo è necessario che quanti si avvicinano alla fede siano accolti dalla Chiesa e accompagnati nel loro cammino, ma la loro testimonianza e il loro entusiasmo sono un dono per tutti, perché comunicano il senso di stupore e di meraviglia dinanzi alla Grazia: chi ha avvertito la verità e la bellezza del Vangelo e ha deciso di cambiare vita, diviene stimolo per tutti ad abbandonare la «routine», a non vivere la fede solo come un complesso di abitudini e di tradizioni.

È l’esempio dei martiri del nostro tempo, testimoni della coerenza della vita con il Vangelo, resi capaci dallo Spirito di seguire il Maestro nella logica delle beatitudini.

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