Belluno chiama sudamerica. Una scommessa… in corsia!

Dino Bridda | 24 settembre 2026 alle 16:13 | 0 commenti

Tempo di lettura: 3 minuti
0:00 0:00

Vai subito al punto

Ottieni un riassunto chiaro dell’articolo con ChatGPT.

Riassumi con ChatGPT
Condividi con un amico:

Sulla presenza di discendenti dei nostri emigranti in varie parti del mondo si sono sempre sprecati fiumi d’inchiostro. Parliamo di “spreco” di tali narrazioni, perché, al di là del dato storico, non si è mai strutturato un rapporto che approdi ad applicazioni pratiche e durature, ad esempio, del legame Belluno-Brasile-Argentina. In tal senso in passato alcuni tentativi non ebbero la fortuna che ci si aspettava e tutto rimase nel quadro di un sogno visionario, ma mai realizzato.

A nuovo secolo e nuovo millennio inoltrati, auspice anche il fiorire di nuove mentalità sociali e culturali, ora sembra che quel “sogno” abbia imboccato la strada giusta, grazie ad un accordo con la Regione del Veneto e l’Ulss 1 Dolomiti che vede coinvolti anche l’Università di Padova, l’Ordine delle Professioni infermieristiche di Belluno, il BIM GSP e l’Ater. Mai in passato scese in campo una coalizione così forte per affrontare il problema del reperimento di professionisti del mondo del lavoro, in questo caso nel settore sanitario. Da notare anche il ruolo strategico della nostra Associazione che si dice onorata di parteciparvi e pronta a mettere a disposizione storia e ruolo profondamente radicati, sia nel territorio d’oltre oceano che in quello della nostra provincia. Inoltre appare significativo che il Progetto regionale si affidi alla componente bellunese per sperimentarlo.

Parliamoci chiaro. Malgrado pregiudizi e perplessità d’ogni genere, ormai da tempo ci siamo abituati alla presenza di operatori stranieri che in vari campi del mondo produttivo locale, sanità compresa, si sono perfettamente integrati nella realtà delle nostre vallate. Allora, perché non dovrebbe avere successo questo Progetto che, a differenza di altri nel passato, può vantare una marcia in più? Infatti non si tratta genericamente di stranieri, bensì di individui che, oltre alla preparazione professionale di base e a quella specialistica, hanno i titoli per esercitare il loro ruolo in corsia e possono vantare sangue bellunese nelle vene, ovvero una cultura personale impregnata di caratteristiche che ci vedono accomunati. E nemmeno la lingua potrà essere un ostacolo per avvicinare il paziente all’”enfermero” o “enfermeiro” che dir si voglia.

Importante, rispetto al passato, il fatto che scendono in campo enti pubblici che possono coprire esigenze logistiche e organizzative per accogliere chi vorrà cimentarsi in questo interessante Progetto atto ad arginare le lacune esistenti nelle varie strutture sanitarie operanti sul nostro territorio: ospedali, case di riposo e via dicendo. Nulla di improvvisato, né di visionario, poiché siamo tutti consapevoli che non possiamo sbagliare: è bne concedere fiducia a chi vorrà cimentarsi in questa impresa.

Dobbiamo renderci conto che potrebbe essere l’ultima chiamata prima del collasso delle nostre strutture sanitarie che oggi sono in difficoltà a causa di situazioni di sotto organico che nemmeno la sanità privata riesce a coprire. Provare per credere. Ora sta ai soggetti interessati assicurare il successo del Progetto che, se andrà felicemente in porto, non ci farà più parlare di “spreco” di parole quando si parla del legame Belluno-Brasile-Argentina.

Ovviamente non si intende trascurare la necessità parallela di agevolare i giovani bellunesi residenti che intendono percorrere l’iter accademico tradizionale nelle nostre Università per entrare in corsia e, in genere, nella rete sanitaria pubblica locale. Unico obiettivo il potenziamento della sanità locale.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi articoli pubblicati

A far (s)fortuna

Una raccomandazione del parroco di Salce, don Fortunato Larese, datata 1923, parlava di lui come di un «buon muratore e un gran lavoratore». Qualità che però non bastavano a far fronte alla povertà e alle difficoltà di sostenere una giovane famiglia. In quei primi...

Ridon de gusto

L’avocato difensor: “Sior giudice, che ‘l me cliente l’ éppie balà in mez a la strada, no dimostra ancora che ‘l fusse inbriago!”.Al giudice dà ‘na ociada a le carte e l diss:“E spiéghelo comé, egregio avvocato, i tentativi del so cliente de rodolàr su la linea bianca...

I superpoteri

Quando ero bambino leggevo molti fumetti. Ogni settimana ricevevo un albo di Topolino con le avventure dei personaggi creati da Walt Disney. Fondamentali, per me, furono le figure di Archimede Pitagorico ed Eta Beta che, con il loro ingegno, risolvevano tutti i...

Notizie correlate

Diario di una società malata. Per un… coltello in meno

Diario di una società malata. Per un… coltello in meno

«Padova: uccide socio in affari con una quindicina di coltellate». «Venezia: Accoltellato giovane dopo una rissa: è grave». «Bari: Pestato in treno da baby gang e rapinato di cellulare e collanina d’oro». «Dolo: Al Pronto Soccorso infermiera aggredita da paziente...

leggi tutto
Una storia lunga 60 anni. Instancabilmente… instancabili!

Una storia lunga 60 anni. Instancabilmente… instancabili!

1966-2026: tra queste due date si collocano 60 anni di attività di questo nostro mensile che nelle sue pagine ha ospitato contributi scritti di ben 100 collaboratori. Sono numeri che testimoniano altrettanta attività svolta dalla nostra Associazione e che la collocano...

leggi tutto
Una storia lunga 60 anni. Instancabilmente… instancabili!

Riflessioni sotto le bombe. Se questi sono uomini….

Quando i nostri lettori leggeranno questo editoriale non sappiamo quale sarà la situazione in Ucraina e nella striscia di Gaza e se le armi saranno state messe a tacere. Comunque sia, un’auspicabile e ravvicinata fine delle ostilità non può farci dimenticare quanto è...

leggi tutto