Il 30 agosto 1965 una massa di ghiaccio, roccia e fango staccatasi dal ghiacciaio dell’Allalin travolse il cantiere della diga nel Canton Vallese, in Svizzera: morirono 88 operai, 56 italiani e 17 originari della provincia di Belluno
Mas di Sedico ha ricordato oggi, domenica 30 agosto 2026, il 61° anniversario della tragedia di Mattmark, uno degli episodi più drammatici della storia dell’emigrazione e del lavoro italiano all’estero. L’evento, che nel 1965 costò la vita a 88 lavoratori del cantiere idroelettrico in Svizzera, resta una delle pagine più dolorose vissute dalla comunità bellunese emigrata nel dopoguerra.
LA TRAGEDIA
Il 30 agosto 1965 una colossale massa di ghiaccio, roccia e fango staccatasi dal ghiacciaio dell’Allalin travolse il cantiere della diga in costruzione nel Canton Vallese. Nel disastro persero la vita 88 lavoratori: 56 di nazionalità italiana, 17 dei quali provenienti dalla provincia di Belluno.
IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA
La cerimonia è stata organizzata dalla Famiglia Ex Emigranti “Monte Pizzocco” in collaborazione con l’Associazione Bellunesi nel Mondo, con il patrocinio dei Comuni di Sedico, Sospirolo, San Gregorio nelle Alpi, Santa Giustina e Cesiomaggiore. Le celebrazioni sono iniziate alle 11:00 con il ritrovo delle autorità e dei partecipanti presso il parco “Vittime di Mattmark”, in via Buzzati a Mas di Sedico, dove erano schierati i gonfaloni dei Comuni di Sedico e Sospirolo insieme ai gagliardetti delle Famiglie Ex Emigranti e dei gruppi Alpini della zona. Sono seguiti gli interventi delle autorità civili e rappresentative presenti e l’intermezzo musicale del Coro A.N.A. “Adunata” della Sezione di Belluno. La cerimonia è proseguita con la benedizione solenne e la deposizione della corona d’alloro al Monumento ai Caduti sul lavoro e in emigrazione, per poi concludersi con un momento conviviale aperto a tutti i partecipanti.
LE TESTIMONIANZE
Ha portato la propria testimonianza Armando Lovatel, originario di Sospirolo e superstite di Mattmark, che ha ricordato i momenti precedenti al disastro: «Come oggi e a quest’ora stavamo arrivando a Sass San Maghel, partiti in ferie col secondo turno […] alle 5:30 eravamo sui lavandini a lavarsi un po’ per andare a prendere la corriera, andare su in cantiere». Lovatel ha ricordato come venne data l’allerta e il successivo blocco dei lavoratori da parte dei militari: «Niente, due minuti era già l’elicottero che andava su. Là abbiamo capito». Ha raccontato la scomparsa di un collega, Aldo Casal: «È arrivato su Angelo Moretti ed Elirma, la moglie di Aldo Casal, e gli fa: “E Aldo?” E gli fa così con la mano… lassù… lassù». Concludendo il proprio intervento, il superstite ha affermato: «Certo che non si dimentica. Io dopo 61 anni mi sembra ieri».
Marco Perot, presidente della Famiglia Ex Emigranti “Monte Pizzocco”, ha ricordato la dinamica dell’evento e i nomi delle vittime originarie del territorio, sottolineando il significato del lavoro dei minatori: «Erano lassù non per una gara di sci o per una passeggiata in montagna, ma erano lassù per lavorare, perché il lavoro è vita, speranza e avvenire, e hanno perso la vita». Perot ha richiamato l’impegno alla memoria assunto dalla Famiglia: «Finché ci sarà memoria, ci sarà vita. Morti sotto il ghiaccio, ma vivi nella memoria».
È intervenuto anche Antonio Dazzi, vicepresidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, che ha portato il saluto dell’associazione e del proprio direttivo alle autorità civili, militari e religiose presenti, nonché al presidente Perot e ai sindaci dei Comuni patrocinanti.
Il sindaco di Sedico, Christian Roldo, ha preso la parola sottolineando il legame tra la comunità locale e la memoria della tragedia: «La nostra comunità conosce fin troppo bene il prezzo del lavoro e il valore del sacrificio. Nel nostro cuore di bellunesi, di cittadini di Sedico, il ricordo di Mattmark non viaggia mai da solo». Sono inoltre intervenuti il consigliere della Provincia di Belluno, Donatella De Pellegrin e del Comune di Belluno, Irene Gallon.
LE AUTORITÀ PRESENTI
Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco di Sedico Christian Roldo, il sindaco di Sospirolo Livia Cadore, il sindaco di San Gregorio nelle Alpi Nicola Viecili, il sindaco di Santa Giustina Ivan Minella, il vicesindaco di Cesiomaggiore Martina Stach, il consigliere di Soverzene, Adriano Zoldan eil sindaco di Longarone, Roberto Padrin, che hanno partecipato alla benedizione della corona d’alloro. Il momento di preghiera è stato guidato da monsignor Giorgio Lise. Erano inoltre presenti numerose Famiglie di ex emigranti, i gruppi Alpini locali, familiari delle vittime di Mattmark e altre persone che avevano lavorato nel cantiere svizzero.














































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