Il costante incremento dei prezzi di benzina e gasolio torna al centro del dibattito economico bellunese. Sulla questione è intervenuta Claudia Scarzanella, presidente di Confartigianato Imprese Belluno, evidenziando le ricadute operative ed economiche dell’aumento dei carburanti sulle famiglie, sui lavoratori pendolari e in particolare sul comparto produttivo provinciale.
I dati dell’autotrasporto artigiano in provincia di Belluno
L’aumento dei costi vivi colpisce in modo diretto la filiera della mobilità e della logistica. In base alle rilevazioni aggiornate al 31 dicembre 2025, il comparto dell’autotrasporto artigiano nella provincia di Belluno comprende 172 imprese attive:
- 103 imprese operanti nel trasporto merci;
- 63 imprese adibite al trasporto persone (servizi taxi e noleggio con conducente);
- 6 imprese della categoria autobus operator e servizi turistici, incluse le gestioni del trasporto scolastico.
Il settore dell’autotrasporto artigiano bellunese impiega complessivamente 417 addetti, rappresentando il 28,7% della forza lavoro totale attiva nel comparto dei trasporti a livello provinciale.
L’appello alle istituzioni e il problema della programmazione
Pur giudicando positivamente la presa in carico del problema da parte dell’esecutivo nazionale, la rappresentanza degli artigiani evidenzia i limiti delle misure a termine. Come riferito dalla Presidente, nonostante in questi giorni il Governo stia cercando di intervenire in questo ambito, il settore dell’autotrasporto ha bisogno di interventi strutturali e non di soluzioni temporanee.
Secondo l’associazione, la fluttuazione dei prezzi incide negativamente anche sulla formulazione dei preventivi commerciali e sulla gestione finanziaria ordinaria. La forte dipendenza del territorio bellunese dal trasporto su gomma rende il costo dell’energia e dei carburanti una componente primaria nelle spese di gestione aziendale, la cui incertezza riduce i margini di stabilità e di pianificazione per il futuro delle imprese locali.




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