Ha preso il via il progetto triennale finalizzato alla creazione del primo Atlante dei mammiferi del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. L’iniziativa nasce dalla convenzione tra l’Ente Parco e il Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica (DAIS) dell’Università Ca’ Foscari Venezia, in collaborazione con il Museo di Storia Naturale “Giancarlo Ligabue” di Fondazione Musei Civici di Venezia.
L’opera si propone come uno strumento sia scientifico per gli specialisti del settore, sia divulgativo per cittadini, escursionisti e appassionati della natura.
Le fasi operative del progetto
Il programma di ricerca, avviato nel febbraio 2025, è articolato in tre fasi principali:
- Raccolta dei dati pregressi (febbraio – settembre 2025): Analisi e riordino delle informazioni già disponibili sulla teriofauna dell’area protetta.
- Campagne di monitoraggio sul campo (fino al 2027): Attività di ricerca focalizzate sulle specie meno indagate.
- Redazione finale: Elaborazione dei testi, delle schede descrittive e delle cartografie che confluiranno nella pubblicazione dell’Atlante.
Mentre grandi e medi mammiferi (come cervi, caprioli, camosci e lupi) sono già oggetto di monitoraggi sistematici, la nuova indagine si concentrerà in particolare su mustelidi (donnole, puzzole, martore), felidi (con focus sul gatto selvatico e sui fenomeni di ibridazione) e micromammiferi (toporagni, topi selvatici, arvicole, ghiri).
Tecniche d’indagine e benessere animale
Per la rilevazione dei dati verranno impiegate diverse metodologie scientifiche:
- Fototrappolaggio e “mostela box”: Uso di fototrappole installate anche all’interno di speciali scatole (tecnica di origine olandese già usata nelle Alpi occidentali) che spingono i piccoli e veloci mustelidi ad avventurarsi nei condotti, permettendone la ripresa fotografica.
- Analisi genetica: Raccolta di campioni di pelo tramite trappole specifiche per la caratterizzazione DNA.
- Catture temporanee: Monitoraggio dei micromammiferi svolto sotto la supervisione scientifica dell’Università Ca’ Foscari. Le procedure prevedono la misurazione dei dati biometrici e il rilascio immediato degli esemplari nel pieno rispetto del benessere animale.
Il Museo di Storia Naturale di Venezia mette a disposizione l’esperienza trentennale dei propri specialisti nella ricerca teriológica e nella strutturazione di atlanti faunistici.
Citizen Science e il progetto “Adotta una fototrappola”
Elemento caratterizzante dell’iniziativa è l’apertura alla partecipazione della comunità locale attraverso la Citizen Science. Oltre al supporto dei Carabinieri Forestali e del personale del Parco, viene promossa la campagna “Adotta una fototrappola”. I partecipanti, appartenenti ad associazioni locali, verranno formati dai ricercatori per l’installazione e la gestione dei dispositivi nel rispetto delle normative vigenti e della privacy. I dati raccolti dai cittadini integreranno il quadro scientifico, affiancati da incontri periodici di condivisione dei risultati con il territorio.



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