Venerdì 21 agosto, a Chies d’Alpago, presentazione del libro: «Silicosi. L’olocausto dimenticato della montagna veneta» (Bellunesi nel mondo Edizioni), firmato dallo storico e ricercatore Egidio Pasuch.
L’evento è organizzato grazie alla sinergia tra il Comune di Chies d’Alpago, la Biblioteca Popolare di Chies d’Alpago, la Famiglia Ex Emigranti dell’Alpago e l’Associazione Bellunesi nel Mondo.
Tra gli anni Sessanta e Settanta, il parametro di confronto per misurare la mortalità da silicosi nel Bellunese era la tragedia del Vajont: il numero dei decessi equivaleva, infatti, a una catastrofe di quelle dimensioni ogni dieci anni.
Una piaga che portò alla coniazione della drammatica espressione «villaggi di vedove», a testimonianza di come interi paesi vennero letteralmente svuotati della componente maschile.
Riconosciuta come la più micidiale dell’era moderna, la silicosi ha rappresentato il prezzo condannatorio pagato dopo anni di logorante lavoro in miniera, nelle cave e nelle gallerie.
Una condanna affrontata nella piena consapevolezza del rischio, mossa dalla necessità di garantire un sostentamento e un futuro dignitoso alle proprie famiglie.
Con il passare dei decenni si è progressivamente affievolita la memoria collettiva di questo sacrificio umano.
Il lavoro di Pasuch agisce come un faro puntato sul buio dell’oblio — metafora dell’oscurità vissuta all’interno delle gallerie —, restituendo voce e dignità a un capitolo fondamentale, seppur doloroso, della storia dell’emigrazione bellunese e delle comunità montane.
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