A 70 anni da Marcinelle: il Bellunese ricorda i 262 minatori caduti tra il Belgio e Sedico

Redazione | 09 agosto 2026 alle 12:48 | 0 commenti

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A settant’anni dal disastro minerario del Bois du Cazier a Marcinelle, avvenuto l’8 agosto 1956, la provincia di Belluno ha promosso una serie di intense iniziative commemorative per rendere omaggio alle 262 vittime della tragedia. Tra i lavoratori che persero la vita nelle viscere della terra figuravano anche cinque minatori veneti: il bellunese Dino Dalla Vecchia insieme a Giuseppe Polese, Mario Piccin, Guerrino Casanova e Giuseppe Corso.

L’organizzazione del ricco programma di eventi ha visto come motore principale l’Associazione Bellunesi nel Mondo (Abm) in stretta collaborazione con il Comune di Sedico, centro che diede i natali a Dino Dalla Vecchia esattamente cento anni fa. Per l’occasione, anche il Museo dell’Emigrazione Veneta (Mev) ha predisposto un’apertura straordinaria nel fine settimana, offrendo ai visitatori una sezione speciale allestita con documenti d’epoca, reperti e toccanti video-testimonianze.

Le celebrazioni si sono divise tra il Belgio e il territorio bellunese. In Europa, il presidente dell’Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati (Unaie) e dell’Abm, Oscar De Bona, ha presenziato direttamente alle cerimonie sul luogo del disastro, ricordando come la sciagura rappresenti una delle pagine più drammatiche dell’emigrazione italiana e un dovere morale di memoria per l’intera nazione.

Parallelamente, le commemorazioni locali si sono concentrate a Sedico con il supporto di Provincia, Ulss, Inail, Anmil e Spisal. Durante l’incontro è intervenuta la vicepresidente dell’Abm Patrizia Burigo, sottolineando il valore simbolico di Marcinelle per la dignità del lavoro, seguita dal sindaco di Sedico Christian Roldo. Il primo cittadino ha richiamato l’attenzione sulla piaga contemporanea degli infortuni e delle morti bianche, definendo la tutela dei lavoratori un obbligo etico e non un semplice costo aziendale.

A completare il quadro tecnico e storico sono stati gli interventi del direttore dello Spisal Gianfranco Albertin, che ha ricordato la persistenza di malattie professionali come la silicosi, dello storico Egidio Pasuch e dell’onorevole Giovanni Crema. Quest’ultimo ha sottolineato come dal dramma di Marcinelle sia nata una nuova consapevolezza sui diritti dei lavoratori, ponendo le basi per la futura integrazione europea e per la nascita della CECA.

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