Una giornata di festa, ma anche di profonda riflessione identitaria e sociale, ha animato il centro di Tambre in occasione della Festa dei Bellunesi nel Mondo 2026. L’evento, promosso dall’Associazione Bellunesi nel Mondo in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale, la Pro Loco, il Gruppo Alpini e la Famiglia Ex Emigranti dell’Alpago, ha richiamato oltre cento persone tra autorità, residenti ed emigrati giunti appositamente da Paesi come Lussemburgo, Belgio, Svizzera e Germania. Una cornice particolarmente significativa, coincisa quest’anno con le celebrazioni per il sessantesimo anniversario della fondazione del sodalizio organizzatore.
Le celebrazioni si sono aperte nella mattinata con la Messa solenne celebrata nella chiesa parrocchiale dal parroco don Lucio Pante, con l’accompagnamento corale del gruppo Monte Dolada e la presenza dei gagliardetti delle Famiglie Ex Emigranti. L’omelia e i successivi interventi hanno toccato corde profonde, mettendo a confronto l’epopea migratoria del passato con le nuove forme di mobilità giovanile. Al centro del dibattito è emersa l’esigenza di creare opportunità concrete affinché le competenze maturate all’estero dalle nuove generazioni possano un giorno rientrare e contribuire a contrastare lo spopolamento della montagna bellunese.
Nel corso dei saluti istituzionali, il presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, Oscar De Bona, ha espresso gratitudine per la riuscita dell’organizzazione, mentre la sindaca di Tambre, Sara Bona, ha voluto rendere omaggio in particolare alla figura dei tanti gelatieri partiti dal territorio per farsi strada all’estero, molti dei quali sono poi tornati a investire nella propria terra d’origine.
Alla manifestazione hanno garantito la loro presenza numerose autorità del territorio, tra le quali i rappresentanti dei Comuni della Conca dell’Alpago con il sindaco Alberto Peterle, la consigliera provinciale Vanessa De Francesch e gli amministratori giunti dai Comuni di Santa Giustina, San Gregorio nelle Alpi, Sedico e Belluno, presente con la consigliera delegata Irene Gallon. Gradita presenza anche quella di Franco Conte, presidente dell’Associazione Internazionale Trevisani nel Mondo.
A scandire il passaggio verso la seconda parte della giornata è stato il solenne corteo cittadino, accompagnato dall’unione delle bande musicali dell’Alpago, che ha guidato i partecipanti dalla chiesa fino ai campi sportivi comunali.
L’appuntamento di Tambre è stata anche l’occasione per consegnare una pergamena di ringraziamento a Urbano Costa, presidente della Famoglia Ex Emigranti dell’Alpago e uno dei primi soci ad avere aderito nel 1966 quando si trovava emigrante in Svizzera a Basilea.
La festa si è poi conclusa con il tradizionale pranzo conviviale e un ulteriore momento musicale curato dal coro Monte Dolada, dando a tutti i presenti l’appuntamento alla prossima edizione.






























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