Centraline sul Vajont: dopo Longarone, anche il Consiglio provinciale di Belluno boccia i progetti di realizzazione ad opera di privati. Voto all’unanimità per dire no allo sfruttamento dell’acqua in un luogo dal «valore simbolico, storico ed etico». Sottolineata inoltre la necessità «di una valutazione che tenga conto della memoria condivisa della tragedia».
A proposito di memoria, nell’esprimere «la netta contrarietà della Provincia alla realizzazione dell’impianto di sfruttamento delle acque del Vajont di iniziativa privata», la delibera approvata a Palazzo Piloni si richiama alla posizione dell’Associazione “Vajont – il futuro della memoria” e delle altre associazioni volte a tutelare il ricordo della tragedia del 9 ottobre 1963.
Il testo del consiglio provinciale chiede inoltre che «in relazione ad ogni eventuale iniziativa condotta dagli enti competenti, la Provincia, le associazioni della memoria e – più in generale – le comunità toccate dalla tragedia siano coinvolte direttamente e che la loro posizione sia vincolante rispetto alle decisioni sul tema».




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