Con la presentazione ufficiale in Piazza Maggiore ha preso il via la 47ª edizione, dedicata al tema Passione e Comunità
Con la presentazione ufficiale in Piazza Maggiore, alle 18 di sabato 25 luglio, si è aperta la 47ª edizione del Palio di Feltre. La prima parte della cerimonia è stata dedicata agli interventi istituzionali e alla presentazione del tema scelto dall’Associazione Palio per l’edizione di quest’anno: Passione e Comunità.
LE DICHIARAZIONI
Il presidente dell’Associazione Palio, Eugenio Tamburrino, ha richiamato il valore della manifestazione come elemento di continuità tra passato, presente e futuro: “Il Palio di Feltre non è solo una rievocazione storica, ma è un patrimonio vivo che ogni anno si rinnova grazie alla passione di più di 1500 volontari, dei Quartieri e di un’intera comunità”.
IL RICONOSCIMENTO DEL SENATO
Nel corso della cerimonia, il senatore Luca De Carlo ha consegnato la Medaglia conferita al Palio dal Presidente del Senato, riconoscimento che quest’anno è stato dedicato ai numerosi volontari impegnati nell’organizzazione della manifestazione.
GLI INTERVENTI DEI QUARTIERI
Sono quindi intervenuti i presidenti dei quattro Quartieri, che hanno rivolto un saluto ai rispettivi contradaioli e lanciato la tradizionale sfida agli avversari. L’Associazione Palio ha inoltre assegnato tre riconoscimenti: al Coro Femminile Vocincanto, da anni presente nelle celebrazioni religiose del Palio, alla Banda Città di Feltre, che celebra i 170 anni di attività e terrà un concerto dedicato al Palio domenica 26 luglio, e all’arciprete della Concattedrale, monsignor Angelo Balcon.
I PREMI DEL CONCORSO PASSIONE E COMUNITÀ
Durante la serata sono stati presentati anche i premi destinati alle quattro competizioni del Palio, realizzati nell’ambito del concorso Passione e Comunità. Legacy oltre il traguardo, promosso insieme a Confartigianato Belluno. Introdotte dalla presidente di Confartigianato, Claudia Scarzanella, sono state illustrate le opere realizzate da Maria Giovanna Zannini per la staffetta, da Loriano Maccagnan di Mc Falegnameria per il tiro con l’arco, da Orlando Fent di Fent Marmi per il tiro alla fune e da Sandro Francescon della Legatoria Francescon per la gara dei cavalli.
LA SFIDA DELLE CERNIDI
Conclusa la parte istituzionale, i cortei dei tamburini e degli sbandieratori dei quattro Quartieri hanno raggiunto Piazza Maggiore dando avvio alla Sfida delle Cernidi. Nel corso della serata è stato inoltre svelato il drappo del Palio di Feltre 2026, realizzato dall’artista Marinella Senatore.
IL DRAPPO
L’opera è un arazzo ricamato che intreccia riferimenti alla storia e all’identità del territorio feltrino con elementi contemporanei. Il progetto nasce da una ricerca dedicata al Palio, all’iconografia medievale e agli erbari storici locali, da cui derivano simboli e motivi presenti nella composizione. Accanto a questi trovano spazio frammenti di paesaggio architettonico e figure di danzatori, con l’intento di mettere in dialogo patrimonio culturale e contemporaneità.
La composizione è costruita attorno a due simboli principali: il cavallo, richiamo al movimento, alla forza e allo spirito delle rievocazioni storiche, e l’albero, emblema di memoria, vita e radicamento nel territorio. L’arazzo è completato dalla citazione di Walt Whitman, “Io contengo moltitudini”, tratta da Song of Myself, scelta come richiamo a un’identità capace di accogliere esperienze e sensibilità diverse all’interno della stessa comunità.
LA REALIZZAZIONE
La realizzazione del ricamo è stata affidata alla Chanakya School of Craft, scuola indiana fondata da Karishma Swali e dedicata alla formazione artigianale e alla valorizzazione delle tecniche tessili tradizionali. L’istituzione opera senza scopo di lucro e promuove progetti legati all’educazione, all’emancipazione femminile e alla tutela del patrimonio culturale.
LE PAROLE DEGLI AUTORI
Nel suo intervento, Tamburrino ha sottolineato anche il significato della collaborazione artistica: “Per questo abbiamo voluto affidare il drappo a un’artista di straordinario valore come Marinella Senatore, capace di interpretare la tradizione non come memoria immobile, ma come forza generativa, aperta al dialogo con il presente”. Ha inoltre evidenziato il contributo della Chanakya School of Craft, che “aggiunge un ulteriore significato a questo straordinario arazzo, portando in dote i valori dei saperi artigianali, della cura, e dell’importanza della cultura per la comunità”.
Marinella Senatore ha spiegato il significato dell’opera: “La tradizione resta viva quando non viene semplicemente conservata, ma reinterpretata collettivamente”. L’artista ha descritto l’arazzo come “un paesaggio sociale, costruito per frammenti e apparizioni”, nel quale immagini provenienti da epoche e immaginari differenti convivono in una composizione aperta. Richiamando la citazione di Whitman, ha aggiunto: “Io contengo moltitudini esprime un’idea di identità aperta e mai definitiva”, spiegando che il cavallo attraversa l’opera “come una presenza reale e simbolica, portando con sé l’energia del Palio, ma anche il viaggio, la trasformazione e il desiderio di oltrepassare i confini”.




0 commenti