Lunedì 20 luglio la cerimonia di commemorazione a Levego, con lo scoprimento di un cippo dedicato all’agente della Polizia di Stato caduta nell’attentato che costò la vita anche al giudice Paolo Borsellino
Domani, domenica 19 luglio, ricorrono 34 anni dalla strage di via D’Amelio, che costò la vita al giudice Paolo Borsellino e agli uomini della sua scorta.
LA CERIMONIA
Per non dimenticare, lunedì 20 luglio a Belluno, alle 11, nel piazzale a lei dedicato in località Levego, alla presenza delle autorità civili e religiose della Provincia, si svolgerà la cerimonia di commemorazione dell’agente della Polizia di Stato Emanuela Loi, organizzata dalla Questura di Belluno e dal Comune di Belluno. Nell’occasione si procederà allo scoprimento di un cippo commemorativo in memoria dell’agente caduta nell’adempimento del dovere.
LE DICHIARAZIONI
Il questore Della Rocca ci tiene a sottolineare come il sacrificio di Emanuela e dei tanti servitori dello Stato che hanno perso la vita per difendere la legalità, e come il ricordo di questa giovane collega, siano tutt’oggi vivi e presenti in chi ogni giorno decide di ribellarsi alla mafia.
LA STRAGE DI VIA D’AMELIO
Emanuela Loi, medaglia d’oro al valor civile, è stata la prima donna agente della Polizia di Stato a morire per mano della mafia, nella strage di via D’Amelio a Palermo in cui perse la vita il giudice Paolo Borsellino. Era il 19 luglio 1992 e, insieme a Emanuela, persero la vita anche gli agenti della scorta Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddy Cosina e Claudio Traina.
E oggi Emanuela è più che mai viva a Belluno.




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