A Lozzo di Cadore il nuovo punto cottura della Cadore-Dolomiti

Redazione | 07 luglio 2026 alle 23:14 | 0 commenti

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È operativo da alcuni giorni il nuovo punto cottura realizzato e gestito dalla Cadore-Dolomiti s.c.s. a Lozzo di Cadore. Il servizio sostituisce e potenzia quello finora offerto dalla cooperativa attraverso la cucina di Vallesella, a Domegge di Cadore.

L’investimento ha portato alla realizzazione di un centro cottura completamente nuovo, progettato per rispondere ai requisiti tecnici e sanitari previsti dalla normativa. La struttura consente alla cooperativa di garantire la fornitura quotidiana di pasti, assicurando il controllo termico degli alimenti, la tracciabilità delle materie prime e l’igiene in ogni fase del processo.

LA CAMPAGNA “IL GUSTO DI FARE RETE”

Con l’avvio della nuova cucina è partita anche la campagna “Il gusto di fare rete”, pensata per promuovere il servizio nel territorio bellunese, in particolare in area cadorina. La presidente della cooperativa, Alessandra Buzzo, sottolinea come organizzare un evento, sia esso una manifestazione, una sagra di paese o un rinfresco istituzionale, rappresenti un’occasione di socialità per il territorio. Buzzo evidenzia inoltre come le normative in materia di sicurezza alimentare, tra cui HACCP, tracciabilità, idoneità dei locali e formazione del personale, siano diventate progressivamente più stringenti, con un carico di adempimenti che risulta spesso difficile da sostenere per il solo volontariato locale. Per questo motivo la cooperativa ha scelto di investire in una nuova struttura, a supporto di chi anima le comunità locali.

DESTINATARI DEL SERVIZIO

Il servizio di ristorazione della Cadore-Dolomiti si rivolge sia ad aziende e imprese turistiche, sia alle necessità sociali dei territori: dalle mense scolastiche ai pasti a domicilio per persone anziane o in condizioni di difficoltà, fino ai servizi per le case di riposo.

STAFF E METODO DI LAVORO

Il nuovo punto cottura si avvale di personale qualificato con esperienza nella ristorazione privata e collettiva, oltre che di attrezzature moderne. Gli alimenti vengono di norma cucinati nella stessa mattinata del consumo, in modo da preservare le caratteristiche nutrizionali, igieniche e organolettiche del pasto. È esclusa qualsiasi forma di riciclo di cibi preparati nei giorni precedenti.

L’ORGANIZZAZIONE DEGLI SPAZI

Gli spazi e i flussi del centro di cottura sono organizzati secondo il principio della “marcia in avanti”: il prodotto procede in un’unica direzione, dalle aree definite “sporche” — ricevimento, stoccaggio, preparazioni preliminari, lavorazione del crudo — verso le aree “pulite”, che comprendono cottura, porzionatura, confezionamento e spedizione, senza mai tornare indietro e senza incroci tra fasi a diverso livello di contaminazione. Ogni fase del processo corrisponde a un’area funzionalmente distinta — ricevimento, magazzini e celle, preparazioni a freddo, cottura, abbattimento, porzionatura e confezionamento, lavaggio — dotata di attrezzature dedicate, così da escludere ogni promiscuità tra derrate e fasi di lavorazione.

Buzzo conclude sottolineando la disponibilità della cooperativa a mettere la propria professionalità e la nuova struttura al servizio di cittadini, istituzioni e realtà che operano sul territorio, unendo rigore e qualità del servizio alla tradizione locale. Secondo la presidente, garantire un’alimentazione sana significa contribuire alla qualità della vita delle persone, sostenere lo sviluppo economico locale e generare benessere collettivo.

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