L’Istituto della Salute Pubblica del Malawi (Public Health Institute of Malawi – PHIM) ha comunicato che attualmente nel Paese non sono stati registrati casi di Ebola. Nonostante ciò, le autorità sanitarie evidenziano il rischio di importazione del virus dai Paesi confinanti, in particolare dalla Repubblica Democratica del Congo (RDC) e dall’Uganda.
Secondo il PHIM, uno dei punti maggiormente vulnerabili è rappresentato dalla frontiera di Karonde/Chitipa, situata nel nord del Malawi, a causa dell’intenso traffico transfrontaliero che interessa l’area.
Per rafforzare la capacità di risposta a eventuali casi importati, è stato attivato l’Incident Management System locale. Il sistema coordina le attività di sorveglianza sanitaria, l’identificazione precoce dei casi sospetti, il tracciamento dei contatti e il rapido isolamento delle persone eventualmente contagiate, con l’obiettivo di contenere tempestivamente possibili focolai.
Le autorità raccomandano ai viaggiatori che si trovano o transitano nelle aree considerate a rischio di attenersi alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Tra le principali misure preventive figurano l’evitare visite non essenziali a ospedali e strutture sanitarie, limitare la partecipazione ad assembramenti, evitare contatti con persone malate o sospette tali e non entrare in contatto con animali selvatici vivi né consumare carne di selvaggina.
Si invita inoltre a prestare attenzione all’eventuale comparsa di sintomi nei 21 giorni successivi a un soggiorno nelle regioni interessate dal rischio sanitario e a segnalarli tempestivamente alle autorità competenti.
Per eventuali gravi emergenze, l’Ambasciata d’Italia a Lusaka è raggiungibile al numero 00260966 250755.




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