Il quartiere di Castion può contare nuovamente sulla presenza di un medico di medicina generale. Si tratta di un risultato importante per una delle zone più popolose della città, colpito negli ultimi anni dalle difficoltà legate ai pensionamenti e alla carenza di medici che stanno interessando la medicina territoriale a livello nazionale.
La continuità dell’assistenza sanitaria è stata raggiunta grazie alla disponibilità della dottoressa Federica Pavan, che garantirà il servizio fino all’autunno, e a un lavoro di stretta collaborazione che ha visto impegnati l’Aulss 1 Dolomiti, il Comune di Belluno e la Parrocchia di Castion. Quest’ultima, sulla base di un accordo scritto con l’amministrazione comunale, ha messo a disposizione gratuitamente i locali dell’ambulatorio di via 1° Maggio per accogliere la nuova professionista.
Il ringraziamento delle istituzioni
Il sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrin, ha espresso profonda gratitudine verso tutti i soggetti coinvolti, sottolineando come l’amministrazione abbia seguito la situazione con costante attenzione per trovare soluzioni concrete. Il primo cittadino ha ringraziato l’Aulss 1 Dolomiti per il lavoro di mediazione, la dottoressa Pavan per l’impegno verso la comunità castionese e la Parrocchia per la concessione degli spazi. L’auspicio espresso dal sindaco è che questa presenza possa prolungarsi anche oltre il periodo autunnale, per dare stabilità a un servizio di prossimità giudicato fondamentale per permettere alle persone di continuare a vivere nei propri quartieri e nelle frazioni montane.
Verso la medicina di gruppo e nuovi modelli assistenziali
L’arrivo del nuovo medico rappresenta una risposta immediata alle preoccupazioni manifestate dai residenti nei mesi scorsi, ma l’amministrazione precisa che non si tratta di un punto di arrivo.
L’assessore alle politiche sociali, Marco Dal Pont, che ha seguito la vicenda fin dalle prime fasi, ha evidenziato che la copertura garantita fino all’autunno offre il tempo necessario per progettare soluzioni a lungo termine. Date le dimensioni e il numero di residenti del Castionese, l’obiettivo futuro è quello di avviare una riflessione più ampia insieme all’Aulss 1 Dolomiti, valutando le opportunità fornite dai modelli di medicina integrata e dalle nuove forme organizzative della sanità territoriale per rafforzare ulteriormente i servizi assistenziali.




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