Scuole e legalità a Belluno: la Questura stila il bilancio dei progetti con oltre 1.000 studenti

Redazione | 26 maggio 2026 alle 22:38 | 0 commenti

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Con l’avvicinarsi della conclusione dell’anno scolastico 2025/2026, la Questura di Belluno ha tracciato il bilancio consuntivo delle attività informative e di prevenzione realizzate sul territorio provinciale. Il programma degli interventi, incentrato sulla diffusione della cultura della legalità e sul contrasto a fenomeni complessi quali il bullismo e il cyberbullismo, ha registrato una forte sinergia tra le istituzioni scolastiche e le forze dell’ordine.

Le attività didattiche e di confronto, coordinate dal personale dell’Ufficio Minori in collaborazione con l’Ufficio Relazioni con il Pubblico, hanno interessato in modo capillare l’intera provincia, coprendo sia i centri principali come Feltre sia le aree più periferiche tra cui l’Alpago, Alleghe e Livinallongo del Col di Lana.

I numeri dell’attività di prevenzione sul territorio

I dati statistici elaborati dagli uffici di Gabinetto evidenziano la portata degli interventi effettuati, che hanno dovuto osservare una temporanea sospensione esclusivamente in coincidenza con lo svolgimento delle Olimpiadi:

  • Scuole Primarie: sono stati effettuati 5 incontri che hanno interessato 8 classi e un totale di 133 alunni.
  • Scuole Secondarie di primo grado: si sono registrati 8 incontri con il coinvolgimento di 22 classi e 434 alunni.
  • Scuole Secondarie di secondo grado: il bilancio conta 10 incontri per complessive 25 classi e 493 studenti.

Nel complesso, la Polizia di Stato ha tenuto 23 incontri strutturati, raggiungendo 55 classi e una platea complessiva di 1.060 studenti di ogni ordine e grado. Gli uffici della Questura hanno rilevato, in particolare, un incremento nelle richieste di intervento provenienti dagli istituti superiori, interpretato come risposta delle dirigenze scolastiche a segnali di disagio giovanile emersi nel corso dell’anno.

Metodologie e focus tematici: dall’empatia alla sicurezza in rete

La metodologia adottata dagli operatori si è differenziata in base alle fasce d’età dei partecipanti, ricorrendo all’utilizzo di supporti visivi, slides dedicate, cartoni animati e filmati volti a contestualizzare i problemi quotidiani. L’azione educativa ha puntato a responsabilizzare i giovani sulle conseguenze legali delle proprie azioni, scardinando l’indifferenza di fronte alle ingiustizie e stimolando una riflessione incentrata sul concetto di empatia, per accrescere la consapevolezza sul peso psicologico delle offese e delle violenze perpetrate anche attraverso le chat e i social network.

Accanto ai moduli standard, sollecitati direttamente dai singoli istituti, sono stati attivati percorsi tematici specifici:

  • Utilizzo consapevole del web e pornografia online: in collaborazione con il Soroptimist Club di Belluno e con il supporto della psicologa Anna Dal Pan, sono stati organizzati incontri (coinvolgendo due classi delle medie per 120 alunni e sette classi delle superiori per 96 alunni) basati sull’interazione anonima tramite sistemi Qr Code.
  • Contrasto alla violenza di genere: due istituti superiori hanno attivato specifici moduli formativi dedicati al riconoscimento dei segnali precoci di violenza, coinvolgendo 9 classi e 131 studenti.
  • Orientamento professionale: una scuola secondaria di primo grado del capoluogo ha ospitato due sessioni destinate alle terze classi (46 alunni in totale) focalizzate sulla conoscenza del mondo del lavoro.

Il piano d’azione ha previsto inoltre un duplice appuntamento con i giovani dell’Associazione Italiana Persone Down (AIPD) nelle sedi di Belluno e Feltre, incentrato sulle regole di comportamento, sulla richiesta di aiuto e sull’uso corretto dello smartphone. Le attività della Polizia di Stato dedicate alla sicurezza e alla prevenzione giovanile proseguiranno anche nei mesi estivi, attraverso incontri pianificati all’interno di campeggi e centri estivi (Grest).

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