Unifarco e l’economia circolare: dai difetti estetici nasce il valore sociale

Redazione | 23 aprile 2026 alle 23:36 | 0 commenti

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Trasformare un potenziale rifiuto in un’opportunità di solidarietà. È questa la filosofia alla base della nuova iniziativa di Unifarco, realtà leader nel settore della salute e del benessere in farmacia, che ha presentato oggi i risultati di un progetto mirato alla riduzione dell’impatto ambientale attraverso la circolarità.

Seconda vita ai prodotti: i numeri del progetto

Al centro della strategia vi è la creazione di un outlet aziendale riservato ai collaboratori del Gruppo. L’iniziativa si concentra su prodotti finiti (principalmente cosmetici e integratori) che, pur mantenendo l’integrità e la qualità delle formulazioni, presentano lievi difetti estetici, anomalie nell’etichettatura o imperfezioni di stampa che ne impediscono la regolare commercializzazione.

I risultati ottenuti dalle prime tre sessioni di apertura dell’outlet sono significativi:

  • Prodotti recuperati: oltre 10.000 articoli hanno trovato una nuova utilità anziché essere destinati allo smaltimento.
  • Rifiuti evitati: l’attività ha permesso di risparmiare circa 2 tonnellate di rifiuti, considerando sia il contenuto dei prodotti sia i rispettivi packaging.
  • Acquisto responsabile: ogni collaboratore può acquistare fino a 15 pezzi al mese a un prezzo simbolico.

Sostegno alla Fondazione Unifarco

Il progetto non si limita alla tutela ambientale, ma integra una dimensione sociale concreta. Le entrate generate dalle vendite, che ad oggi ammontano a quasi 20.000 euro, sono interamente devolute alla Fondazione Unifarco.

Nata nel 2015, la Fondazione utilizza queste risorse per finanziare progetti di solidarietà umanitaria, ricerca medica, istruzione e assistenza sanitaria. Come sottolineato dal Fondatore e Presidente Onorario Ernesto Riva, l’obiettivo è trasformare ciò che non è vendibile in un valore positivo per la comunità, unendo la responsabilità ambientale all’attenzione per le persone.

L’impegno del Gruppo per la sostenibilità

L’iniziativa si inserisce in un modello di sviluppo più ampio che Unifarco persegue dalla sua fondazione nel 1982. Con sede a Santa Giustina (Belluno) e circa 900 collaboratori, l’azienda promuove attivamente pratiche di upcycling e riciclo dei materiali, consolidando un approccio etico che coinvolge l’intera filiera produttiva dei suoi brand, tra cui Farmacisti Preparatori, Ceramol e Dolomia.

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