Tra storia e fraternità: il pellegrinaggio dei giovani sacerdoti bellunesi in Serbia e Slovenia

Redazione | 21 aprile 2026 alle 23:38 | 0 commenti

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Un itinerario che ha saputo coniugare preghiera, conoscenza storica e dialogo interreligioso: si è concluso il viaggio di otto sacerdoti della Diocesi di Belluno-Feltre (tutti entro i vent’anni di ordinazione) che, insieme al Vescovo Renato, hanno attraversato il cuore pulsante dell’Europa orientale. L’esperienza è stata concepita non solo come percorso geografico, ma come un esercizio di fratellanza volto a riflettere sul futuro della diocesi.

Le tappe del viaggio: dal silenzio monastico alla Porta d’Oriente

Il percorso ha preso il via in Slovenia con la visita all’Abbazia di Stična, il più antico monastero cistercense del Paese, dove il gruppo si è immerso nella tradizione monastica e nel silenzio. La delegazione si è poi spostata verso Belgrado, la capitale serba storicamente considerata il crocevia tra Oriente e Occidente.

Il dialogo con l’Ortodossia e la presenza diocesana

La permanenza a Belgrado ha offerto importanti momenti di confronto spirituale:

  • Liturgia Ortodossa: Partecipazione alla celebrazione del lunedì santo presso la comunità locale.
  • Tempio di San Sava: Visita al monumentale edificio, simbolo della spiritualità e dell’identità serba.
  • La presenza bellunese: Celebrazione dell’Eucaristia nella Nunziatura della Santa Sede, dove opera il sacerdote diocesano don Luca.
  • Condivisione: Visita alla fortezza di Kalemegdan e alla cattedrale ortodossa, seguita da momenti di riflessione interna su temi diocesani.

I luoghi della diplomazia e l’incontro con le comunità locali

Il terzo giorno è stato dedicato alla memoria storica presso Sremski Karlovci, sede della cappella di Nostra Signora della Pace. Il luogo è celebre per l’Editto che segnò la fine dei conflitti tra la Lega Santa e l’Impero Ottomano, rappresentando un simbolo della diplomazia europea.

Successivamente, il gruppo ha raggiunto Novi Sad, incontrando il parroco greco-cattolico locale, prima di rientrare nella capitale per una messa concelebrata con i preti della città di Belgrado, presieduta dall’arcivescovo Ladislav Nemet. Questo incontro conviviale ha permesso di approfondire temi legati alla vita pastorale e all’influenza della complessa storia serba sulla Chiesa contemporanea.

Il ritorno attraverso Lubiana

Il viaggio si è concluso con una tappa a Lubiana, visitando i quartieri storici e la Cattedrale, ultimo atto di un’esperienza definita dai partecipanti come “intensa e rigenerante”.

Oltre alla valenza culturale, il pellegrinaggio ha rafforzato il clima di fraternità tra i presbiteri, alimentando il desiderio di guardare alle sfide future della Chiesa locale con un’apertura e una capacità di condivisione rinnovata.

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