L’efficienza di un intervento in alta montagna dipende spesso dalla capacità di diverse squadre di operare come un unico organismo. Con questo obiettivo, le stazioni del Soccorso Alpino di Livinallongo e di Feltre hanno recentemente portato a termine una giornata di addestramento congiunto nella Valle delle Fontane, ai piedi del Piz Boè, sul versante del Sella.
Scenario operativo e imprevisti meteorologici
La simulazione ha ipotizzato uno scenario di emergenza critico: un infortunato bloccato in un canale innevato con l’impossibilità, per l’elicottero, di completare il recupero a causa della scarsa visibilità.
L’esercitazione è stata resa ancora più realistica da un repentino peggioramento delle condizioni meteo. Dopo le prime rotazioni effettuate dall’elicottero dell’Air Service Center, una fitta coltre di nubi si è abbassata fino a quota 2.800 metri, impedendo ulteriori avvicinamenti al target. Questo ha costretto gli ultimi soccorritori a essere sbarcati al limite della nebbia e a proseguire la risalita con gli sci d’alpinismo.
Sinergia e tecniche di recupero
Nonostante l’ostacolo meteorologico, la collaborazione tra le squadre di Livinallongo e Feltre ha permesso di gestire con successo tutte le fasi tecniche dell’intervento:
- Attrezzaggio del percorso: predisposizione delle linee di sicurezza per la discesa in un ambiente impervio.
- Imbarellamento: stabilizzazione e messa in sicurezza del ferito all’interno della barella specifica per il trasporto su neve.
- Manovre di recupero: coordinamento delle operazioni di trasporto verso valle in totale sicurezza.
L’attività ha confermato l’importanza della condivisione di ideali e modalità operative tra le diverse stazioni bellunesi, garantendo che, anche in condizioni di visibilità ridotta o terreni difficili, la macchina del soccorso sia pronta a rispondere con prontezza e professionalità.




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