Sanità e casa, a Feltre parte la rivoluzione dell’abitare: alloggi Ater per medici e infermieri

Redazione | 19 aprile 2026 alle 19:14 | 0 commenti

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Il Comune di Feltre diventa il centro di una sperimentazione innovativa nel panorama dell’edilizia pubblica veneta grazie al progetto “Coabitare una risorsa”. L’iniziativa, approvata dalla Giunta regionale del Veneto e sancita da un accordo di programma tra Regione, Comune e ATER di Belluno, mette a disposizione del personale sanitario e sociosanitario dieci alloggi situati in una palazzina di fronte all’ospedale cittadino. Questa soluzione abitativa a canone sostenibile nasce per rispondere concretamente alla cronica difficoltà di reperire e trattenere professionisti della salute nelle zone montane, dove il mercato immobiliare è spesso condizionato dalla vocazione turistica e dalla carenza di affitti a lungo termine.

Il progetto si rivolge a figure strategiche per il funzionamento del sistema sanitario locale, tra cui infermieri, operatori sociosanitari, ostetriche e fisioterapisti impiegati presso l’ULSS 1 Dolomiti e l’Azienda Feltrina per i Servizi alla Persona. L’obiettivo dell’intervento, che avrà una durata iniziale di quattro anni rinnovabili, è quello di garantire la continuità dei servizi essenziali, ridurre l’elevato turn-over del personale e contrastare attivamente lo spopolamento delle terre alte. La casa cessa così di essere solo un bene immobile per trasformarsi in una leva strategica per la tenuta dei servizi ai cittadini, creando un modello di welfare abitativo che la Regione intende replicare in altri contesti del territorio.

L’assessore regionale all’Abitare, Paola Roma, ha evidenziato come questa forma di utilizzo del patrimonio pubblico permetta di sostenere quei lavoratori che, pur non avendo i requisiti per l’edilizia residenziale pubblica tradizionale, faticano a trovare soluzioni accessibili sul mercato privato. Parallelamente, l’assessore alla Montagna, Dario Bond, ha ribadito che la valorizzazione dei territori dolomitici passa inevitabilmente attraverso la garanzia di cure e assistenza, servizi che possono essere mantenuti solo creando condizioni di vita sostenibili per chi sceglie di operare in quota.

L’impegno regionale nel feltrino si estende inoltre con l’approvazione della seconda fase del progetto, dedicata all’inclusione sociale. Un ulteriore alloggio di proprietà di Ater sarà infatti destinato a persone con disabilità o in carico ai servizi di salute mentale, in collaborazione con l’Associazione Portaperta. Questo secondo filone mira a promuovere percorsi di autonomia e vita indipendente, favorendo esperienze di coabitazione assistita che integrino il benessere individuale con la socialità cittadina. Entrambi i progetti rappresentano una visione moderna della gestione dei beni comuni, dove l’abitazione diventa il punto di partenza per rafforzare la coesione sociale e l’efficienza dei servizi territoriali.

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