Prevenzione a Belluno: l’ULSS 1 Dolomiti eccelle negli screening, adesione record per la mammografia

Redazione | 17 aprile 2026 alle 23:25 | 0 commenti

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I dati dell’attività di screening oncologico relativi all’anno 2025, presentati oggi a Belluno, confermano l’efficacia della macchina organizzativa dell’ULSS 1 Dolomiti. Il territorio bellunese si distingue per un’alta partecipazione dei cittadini ai programmi di prevenzione, superando in diversi ambiti le medie regionali.

Mammografia: Belluno ai vertici regionali

Il risultato più eclatante riguarda lo screening della mammella. Nel 2025, l’azienda sanitaria ha registrato una copertura del 75%, un dato significativamente superiore alla media del Veneto, ferma al 66%.

  • Attività sul campo: sono state eseguite 14.466 mammografie.
  • Diagnostica: 810 donne sono state richiamate per approfondimenti di secondo livello, come tomosintesi ed ecografie.
  • Esiti: l’attività ha portato a 140 interventi chirurgici, identificando 55 lesioni tumorali in fase precoce.
  • Target: il programma è rivolto alle residenti tra i 50 e i 74 anni, con un’estensione progressiva alla fascia 45-49 anni avviata nel marzo 2025.

Colon-retto: il ruolo strategico delle farmacie

Ottimi riscontri anche per lo screening del colon-retto, che ha raggiunto la completa estensione della platea coinvolgendo attivamente anche i 74enni.

  • Partecipazione: la copertura si attesta al 56,7%, con oltre 20.850 test per la ricerca del sangue occulto eseguiti.
  • Interventi: a seguito dei test, 1.750 persone si sono sottoposte a colonscopia, riscontrando 41 lesioni.
  • Rete territoriale: determinante la collaborazione con le farmacie: 73 strutture su 76 hanno aderito al progetto, garantendo una distribuzione capillare dei kit in tutta la provincia.

Screening cervicale e vaccinazione HPV

Per lo screening del collo dell’utero (rivolto alle donne tra i 25 e i 64 anni), la copertura del 58% risulta in linea con la media regionale. Nel 2025 sono state oltre 6.500 le donne che si sono sottoposte ai test di primo livello. La strategia preventiva si sta evolvendo grazie alla vaccinazione anti-HPV: le donne vaccinate entro i 15 anni iniziano infatti il percorso di screening solo a 30 anni, godendo di un rischio ridotto.

La prevenzione come salvavita

Il Commissario Dal Ben ha sottolineato come l’adesione a questi programmi, attivi da trent’anni, abbia portato a una riduzione della mortalità di circa il 20% per il cancro alla mammella e al colon-retto. La prevenzione secondaria non è solo un controllo, ma un percorso d’eccellenza che permette di individuare i precursori della malattia, come i polipi intestinali, prima che diventino pericolosi.

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