L’aumento dei costi delle bollette continua a rappresentare una minaccia concreta per la tenuta sociale ed economica del Paese. Secondo l’ultima analisi dell’Ufficio Studi della CGIA, la povertà energetica colpisce oggi circa 5,3 milioni di italiani, pari a 2,4 milioni di nuclei familiari. Si tratta di persone che non riescono a coprire le spese essenziali per il riscaldamento e l’energia elettrica, finendo spesso per rinunciare a servizi primari.
Il Veneto tra incidenza contenuta e costi assoluti elevati
Nel panorama nazionale, il Veneto si posiziona come una delle regioni con la minore incidenza percentuale di povertà energetica, occupando il 16° posto su 20. Tuttavia, i volumi della popolazione rendono il fenomeno numericamente rilevante:
- Famiglie colpite: sono 139.845 i nuclei familiari veneti in difficoltà.
- Individui coinvolti: il disagio riguarda complessivamente 314.451 cittadini.
- Incidenza regionale: il fenomeno tocca il 6,5% delle famiglie residenti, un dato inferiore alla media nazionale del 9,1%, ma comunque significativo.
La stangata del 2026: Veneto seconda regione più colpita
Nonostante una quota di famiglie in povertà inferiore rispetto al Sud, il Veneto è destinato a subire uno degli aggravi economici più pesanti d’Italia a causa dell’aumento dei prezzi della materia prima, influenzato dalle tensioni in Medio Oriente.
Per l’anno 2026, si stima che le famiglie venete dovranno affrontare un prelievo aggiuntivo di 557 milioni di euro rispetto al 2025. Se il confronto viene esteso al 2024, il rincaro complessivo sale a 674 milioni di euro. In termini assoluti di spesa, il Veneto è preceduto solo dalla Lombardia, confermandosi come uno dei territori più esposti alle fluttuazioni dei mercati energetici.
Il “doppio caro bollette” per artigiani e commercianti
Un’attenzione particolare va rivolta al tessuto produttivo locale, composto in larga parte da microimprese e lavoratori autonomi. In Veneto, come nel resto d’Italia, circa il 70% degli artigiani e dei piccoli commercianti lavora senza dipendenti. Questi soggetti subiscono un impatto doppio:
- Come cittadini: devono far fronte ai rincari nelle proprie abitazioni private.
- Come imprenditori: sono costretti a sostenere costi crescenti per illuminare i negozi, riscaldare i laboratori o alimentare i macchinari.
Questa pressione economica sta erodendo i margini di profitto, costringendo molte piccole attività a rinunciare a investimenti o a ridurre drasticamente i consumi pur di restare sul mercato.
Fattori di rischio e “deprivazione nascosta”
La povertà energetica non è una questione esclusivamente legata al reddito. In Veneto, molti casi di difficoltà derivano dalla bassa efficienza energetica degli edifici e da impianti di riscaldamento obsoleti.
Il rapporto evidenzia inoltre il rischio della “deprivazione nascosta”: molte famiglie, pur di non accumulare debiti o subire il distacco delle forniture, scelgono di vivere al freddo d’inverno o di non utilizzare il condizionatore in estate, compromettendo la salubrità degli ambienti domestici.




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