In un’epoca segnata dall’incertezza dei mercati e dal peso crescente delle bollette per famiglie e imprese, la provincia di Belluno scommette sulla formazione dei giovani per costruire un’alternativa energetica sostenibile. Si è concluso con la premiazione degli studenti dell’IIS Segato il progetto “Power Up”, iniziativa dedicata alla scoperta e alla progettazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).
Dalla teoria alla pratica: il progetto delle CER “virtuali”
Gli allievi della classe Terza dell’indirizzo Meccanica e Meccatronica hanno partecipato a un percorso formativo che ha unito teoria e simulazione pratica. Dopo aver approfondito il funzionamento delle principali fonti energetiche — dal fotovoltaico all’idroelettrico, dalle biomasse all’eolico — i ragazzi hanno progettato una comunità energetica virtuale.
L’obiettivo dell’esercitazione è stato simulare un sistema in cui abitazioni, aziende e strutture pubbliche condividono energia prodotta localmente a “chilometro zero”, riducendo la dipendenza dalle reti nazionali e abbattendo i costi di gestione.
I protagonisti e le premiazioni a Ospitale di Cadore
La cerimonia conclusiva si è tenuta presso la sede della Sicet di Ospitale di Cadore, azienda che da oltre vent’anni è un punto di riferimento nella produzione di energia da fonti rinnovabili nel bellunese. Qui, i gruppi di lavoro sono stati valutati per la qualità e la fattibilità dei loro progetti:
- Primo posto: Il team composto da Zeno De Toffol, Thomas De Gan, Marco Da Rold e Nicola Grava.
- Secondo posto: Jordan Baldissara, Nicola Prado, Davide Zama e Leonardo Zanella.
- Terzo posto: Tommaso Barbazza, Christian Rosson, Marco Bettiol, Giovanni e Gabriele De Battista.
La montagna come laboratorio naturale
L’iniziativa ha sottolineato come il territorio montano bellunese rappresenti un laboratorio ideale per la transizione ecologica. Grazie alla disponibilità di risorse naturali come l’acqua e il legno (biomasse), le comunità energetiche possono diventare uno strumento strategico per garantire l’autonomia dei piccoli centri e contrastare il caro energia che grava sul bilancio di residenti e attività produttive.
Il successo di “Power Up” dimostra che la rivoluzione green non è solo una necessità ambientale, ma una vera e propria urgenza culturale che deve partire dalla scuola per dare risposte concrete a problemi globali.




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