Energia, stangata da 15 miliardi su famiglie e imprese: il Veneto è tra le regioni più penalizzate

Marco Crepaz | 29 marzo 2026 alle 22:51 | 0 commenti

Tempo di lettura: 2 minuti
0:00 0:00

Vai subito al punto

Ottieni un riassunto chiaro dell’articolo con ChatGPT.

Riassumi con ChatGPT
Condividi con un amico:

A un mese dall’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente, i mercati energetici mostrano segnali di forte tensione che peseranno drasticamente sui bilanci nazionali. Secondo le ultime stime elaborate dall’Ufficio Studi della CGIA, il 2026 si prospetta come un anno di pesanti rincari per gli utenti italiani, con una spesa complessiva che salirà di 15,2 miliardi di euro rispetto all’anno precedente.

I numeri della crisi energetica

La reazione dei mercati nell’ultimo mese è stata netta: il prezzo del gas è aumentato dell’81% (+26 euro per MWh), mentre l’energia elettrica ha registrato un balzo del 38% (+41 euro per MWh). Questa dinamica si tradurrà in un aggravio di 10,2 miliardi di euro per l’elettricità e di 5 miliardi per il gas.

Il sistema produttivo sarà il più esposto, con costi aggiuntivi stimati in 9,8 miliardi di euro, mentre alle famiglie italiane verrà imputato un rincaro di circa 5,4 miliardi.

Il primato negativo del Veneto e del Nord

La distribuzione territoriale dei rincari riflette la densità abitativa e la concentrazione industriale del Paese. In questo scenario, il Veneto si conferma tra le aree più colpite:

  • Aggravio totale regionale: 1,67 miliardi di euro.
  • Impatto sulle imprese venete: 1,12 miliardi di euro.
  • Costo per le famiglie venete: 557 milioni di euro.

Solamente la Lombardia registrerà dati superiori, con una stangata complessiva da 3,4 miliardi di euro. Seguono l’Emilia-Romagna, con un impatto analogo a quello veneto, e il Piemonte.

Verso un nuovo intervento pubblico

Sebbene la situazione attuale sia ritenuta meno critica rispetto al picco registrato nel 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina, la tenuta finanziaria di molte aziende e la stabilità dei bilanci domestici sono nuovamente a rischio.

L’Ufficio Studi della CGIA sottolinea l’urgenza di interventi coordinati. Sul fronte europeo, si ipotizza la necessità di ripristinare misure straordinarie come il tetto al prezzo del gas o il disaccoppiamento tra i prezzi delle due materie prime. A livello nazionale, il Governo è chiamato a potenziare i 3 miliardi di euro già previsti nel “decreto bollette”, cifra che appare insufficiente a contenere uno shock energetico di tale portata.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi articoli pubblicati

Notizie correlate