Sessismo linguistico: come le parole riflettono stereotipi e disuguaglianze

Valentina Damin | 16 marzo 2026 alle 16:25 | 0 commenti

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La lingua non è mai completamente neutra. Nel modo in cui scegliamo e utilizziamo le parole si riflettono visioni del mondo, convinzioni, stereotipi e pregiudizi che appartengono tanto alla dimensione individuale quanto a quella collettiva. È da questa consapevolezza che prende avvio la riflessione sul sessismo linguistico, tema al centro dell’intervento della sociolinguista Vera Gheno.

Studiosa di linguaggio e comunicazione digitale, Gheno è ricercatrice presso l’Università di Firenze, traduttrice dall’ungherese e divulgatrice. Per vent’anni ha collaborato con l’Accademia della Crusca ed è considerata una delle principali esperte italiane sulle forme inclusive della lingua.

Lingua e società: uno specchio reciproco

Secondo l’approccio sociolinguistico, il linguaggio rappresenta un osservatorio privilegiato per comprendere la società. Le parole che utilizziamo quotidianamente non sono solo strumenti di comunicazione, ma veicolano anche valori, giudizi e rappresentazioni della realtà.

Per questo motivo, analizzare la lingua consente di individuare le molte forme in cui il sessismo continua a manifestarsi nel presente. Riconoscerle è il primo passo per ridurne l’impatto e promuovere modalità di comunicazione più consapevoli.

Il contributo di Vera Gheno allo studio del linguaggio

Negli ultimi anni Gheno ha dedicato numerose pubblicazioni alla riflessione sull’uso delle parole e sulle dinamiche della comunicazione contemporanea. Tra i suoi libri figurano Potere alle parole. Perché usarle meglio (Einaudi, 2019), Le ragioni del dubbio. L’arte di usare le parole (Einaudi, 2021), Chiamami così. Normalità, diversità e tutte le parole nel mezzo (Il Margine, 2022) e Galateo della comunicazione (Cesati, 2023).

Tra le pubblicazioni più recenti figurano Grammmanti (Einaudi, 2024) e Nessunə è normale (UTET, 2025). Nel corso della sua attività editoriale ha affrontato temi come l’italiano dei social network, la comunicazione responsabile e il rapporto tra lingua, identità e inclusione.

Il festival “You and Me: We” e il progetto europeo EQUALIT-À

L’incontro si inserisce nel festival “You and Me: We”, parte del progetto europeo EQUALIT-À, nato per sensibilizzare la cittadinanza sui temi della parità di genere e dello sviluppo del territorio.

Il progetto rientra nel programma INTERREG Italia–Austria, cofinanziato dall’Unione Europea. Capofila dell’iniziativa è il GAL Prealpi e Dolomiti, che coordina la creazione di una rete transfrontaliera tra Italia e Austria con l’obiettivo di promuovere una cultura dell’equità e una governance condivisa delle pari opportunità.

Gli esiti degli incontri confluiranno in una pubblicazione finale, pensata come patrimonio condiviso per la comunità transfrontaliera e come strumento di riflessione sul rapporto tra linguaggio, società e parità di genere.

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