A fine 2025 le imprese artigiane femminili in provincia di Belluno sono 613, pari al 21% delle imprese femminili presenti sul territorio. Si tratta di attività in cui proprietà, gestione e controllo sono detenuti in prevalenza da donne.
Il dato emerge da una nota di Confartigianato Belluno, che evidenzia come nel territorio provinciale il tasso di occupazione femminile superi stabilmente il 67%, un valore superiore sia alla media veneta (62,3%) sia a quella nazionale (53,3%). Un segnale della forte presenza delle donne nel sistema produttivo locale.
Oltre mille donne con ruoli nelle imprese artigiane
Complessivamente le donne con cariche nelle imprese artigiane bellunesi – tra titolari, socie o amministratrici – sono 1.132, in leggero calo rispetto al 2024 (-2,1%), ma con una diminuzione inferiore rispetto a quella registrata tra gli uomini.
Nel dettaglio:
- 510 (45%) sono titolari
- 420 (37,1%) socie
- 151 (13,3%) amministratrici
- 51 (4,5%) ricoprono altre cariche
Tra le titolari di imprese artigiane, dopo un calo lento ma costante negli ultimi dieci anni, nel 2025 si registra una inversione di tendenza, con un aumento rilevato anche in altre tre province venete: Treviso, Venezia e Vicenza.
I settori con più presenza femminile
Secondo una recente indagine dell’Ufficio studi di Confartigianato Imprese Veneto, il settore con il maggior numero di donne con cariche è quello dei servizi alla persona, con 564 presenze.
Seguono:
- Manifatturiero: 321
- Costruzioni: 116
- Servizi alle imprese: 116
- Altri settori: 15
Tra le titolari, quasi sette su dieci operano nei servizi alla persona, mentre manifatturiero e servizi alle imprese si attestano attorno al 15%.
Imprenditrici giovani e imprese radicate nel territorio
L’indagine evidenzia anche come le imprenditrici entrino presto nel mondo del lavoro e dell’impresa: quasi il 75% avvia il proprio percorso prima dei 35 anni.
Nel 49% dei casi si tratta di attività di famiglia, mentre oltre un terzo delle imprenditrici avvia l’impresa da zero, segno di una forte propensione all’iniziativa.
Le aziende sono generalmente di piccole dimensioni e fortemente radicate nel territorio: il 59% ha tra 1 e 9 addetti, un modello produttivo che tiene insieme imprenditorialità, occupazione e comunità.
Burocrazia e conciliazione lavoro-famiglia tra le principali difficoltà
Tra gli ostacoli segnalati dalle imprenditrici artigiane emerge in primo luogo il tema della burocrazia, indicato dal 54,5% delle intervistate, spesso percepita come sproporzionata rispetto alle dimensioni delle imprese.
Seguono:
- Conciliazione tra lavoro e vita privata (53,4%)
- Accesso al credito e liquidità (41,7%)
- Mancanza di tempo per formazione e aggiornamento (27,1%)
Confartigianato: «L’impresa femminile è un valore»
«Quella femminile è un’impresa di valore – commenta Roberta De Salvador, presidente di Donne Imprese Confartigianato Belluno – perché sottolinea il ruolo dell’imprenditoria femminile nello sviluppo della provincia e del Paese».
De Salvador evidenzia come le imprenditrici rappresentino oggi protagoniste di un cambiamento culturale che contribuisce a ridurre i divari di genere e a offrire nuovi modelli professionali alle giovani generazioni.
Allo stesso tempo, però, restano criticità che richiedono interventi concreti: «Servono politiche europee e nazionali che valorizzino il merito e un sistema di welfare capace di supportare le donne nei loro ruoli sociali e familiari».
Secondo Confartigianato, sostenere l’imprenditoria femminile significa rafforzare l’intero sistema economico, attraverso politiche che affrontino temi centrali come pressione fiscale, burocrazia e accesso al credito.




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