Un possibile ridimensionamento delle risorse destinate alle Regioni riaccende il confronto sul Fondo nazionale per la montagna (Fosmit). Nelle ultime ore sono circolate cifre che indicano una riduzione della quota regionale da 95 a 70 milioni di euro. Un’ipotesi che Uncem – l’Unione nazionale dei Comuni, Comunità ed Enti montani – invita a verificare, auspicando si tratti di un errore.
Il Fondo ammonta complessivamente a 200 milioni di euro. Di questi, 105 milioni sarebbero trattenuti dal Ministero per finanziare interventi previsti dalla normativa vigente, mentre la parte restante dovrebbe essere ripartita tra le Regioni sulla base dell’elenco dei Comuni montani.
Già rispetto al 2024, le risorse complessive risultano ridotte. Per questo l’eventuale ulteriore taglio alla quota regionale viene giudicato con preoccupazione. La previsione iniziale di 95 milioni rappresentava poco meno della metà delle somme destinate ai territori; una riduzione a 70 milioni inciderebbe in modo significativo sulla capacità delle Regioni di sostenere progetti e servizi nelle aree montane.
Uncem sottolinea il valore strategico del Fondo montagna per garantire interventi su infrastrutture, servizi essenziali e sviluppo locale in territori spesso caratterizzati da fragilità strutturali e calo demografico. Da qui l’appello a riportare la dotazione regionale a 95 milioni di euro, confermando l’impianto originariamente previsto per il 2025.
L’auspicio dell’associazione è che le cifre circolate non siano definitive e che il riparto finale tenga conto delle esigenze dei Comuni montani, evitando ulteriori contrazioni delle risorse a loro destinate.




0 commenti