Al 1° gennaio 2024 da una analisi Istat in Italia risultano attivi 12.987 presidi residenziali con una capacità complessiva di circa 426mila posti letto, pari a 7,2 ogni 1.000 residenti, segnando un incremento del 4,4% rispetto all’anno precedente.
L’offerta, tuttavia, resta fortemente disomogenea tra le diverse aree del Paese: nel Nord-Est si contano 10,5 posti letto ogni 1.000 residenti, mentre al Sud la disponibilità scende a 3,4 posti letto ogni 1.000 abitanti.
Gli ospiti accolti sono 385.871, in aumento del 6% rispetto al 2023, con una prevalenza di anziani (75%), in gran parte ultraottantenni e donne. Quasi 395mila operatori lavorano nelle strutture: 355mila dipendenti retribuiti, circa 36mila volontari e quasi 4mila operatori del servizio civile.
Tipologia di strutture e utenza
Su circa 16mila unità di servizio, 9.407 offrono assistenza socio-sanitaria, con quasi 334mila posti letto (78% del totale), dedicati principalmente agli anziani non autosufficienti (77%). Le restanti 6.365 strutture offrono servizi socio-assistenziali, con 91.960 posti letto (22% del totale), destinati a persone con varie forme di disagio, minori e adulti con fragilità sociali o in emergenza.
L’offerta residenziale sul territorio presenta forti differenze a seconda delle categorie di utenti assistiti: nel Nord prevalgono i servizi per anziani non autosufficienti (72% nel Nord-Ovest, 75% nel Nord-Est), circa il doppio rispetto al Sud, dove invece si concentra una maggiore quota di posti letto per anziani autosufficienti, persone con disabilità e immigrati.
Questi dati evidenziano come, nonostante l’aumento complessivo di ospiti e strutture, il divario Nord-Sud nell’offerta di servizi socio-sanitari e socio-assistenziali rimanga un tema centrale per la pianificazione territoriale e le politiche di welfare in Italia.




0 commenti