Nuova puntata di “Dentro la notizia”, la rubrica settimanale di Radio ABM curata da Manuela Gaio, con protagonista Modesto De Cet, presidente di Lattebusche. Al centro della conversazione, tra ricordi e progetti, la storia dei bar bianchi della cooperativa, gli Open Day e le sfide dell’agricoltura bellunese.
Tra le tappe più significative, l’inaugurazione del decimo bar bianco a Ongarone, un punto vendita strategico in un’area recentemente separata dall’autostrada, pensato anche in vista delle Olimpiadi invernali. I bar bianchi, oltre al fatturato diretto, rappresentano uno strumento di pubblicità e fidelizzazione: il consumatore che acquista nei punti vendita ricorda il marchio anche al supermercato, consolidando la reputazione dei prodotti locali.
L’Open Day di Busche, organizzato lo scorso 12 ottobre, ha attirato circa 6.000 visitatori, confermando l’interesse del pubblico per conoscere la filiera del latte e dei formaggi. De Cet sottolinea come la trasparenza nella produzione crei fiducia: ogni reparto di lavorazione era presidiato da collaboratori pronti a spiegare il percorso del latte, dalla stalla alla forma di formaggio Piave, DOP da 15 anni, che viene stagionato esclusivamente a Belluno e esportato anche negli Stati Uniti e in Canada. La qualità è elevata e garantita, nonostante le difficoltà legate ai costi di produzione e alle fluttuazioni dei mercati internazionali.
Il presidente di Lattebusche racconta anche le sfide quotidiane dell’agricoltura: la gestione di 360 capi richiede passione, impegno costante e la capacità di affrontare la burocrazia, le condizioni climatiche e la mancanza di manodopera qualificata. La recente sovrapproduzione di latte ha portato a prezzi bassi e a situazioni difficili per alcuni allevatori, rendendo essenziale la valorizzazione del prodotto e la sostenibilità del settore.
De Cet evidenzia inoltre l’importanza di giovani che scelgano la carriera agricola, la formazione di nuovi casari e la salvaguardia del territorio bellunese: senza allevamenti, i prati non sarebbero curati e il turismo risentirebbe di un degrado ambientale. Non mancano poi le prospettive per il 2026, con l’obiettivo di raccogliere e valorizzare tutto il latte prodotto, continuare la tradizione degli Open Day e promuovere la qualità dei prodotti locali.
L’intervista si chiude con un messaggio di fiducia: nonostante le difficoltà, la cooperativa guarda avanti con pragmatismo e passione, mantenendo saldo l’impegno verso il territorio, i soci e i consumatori.




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