Terreni agricoli in Valbelluna: cresce il ricorso agli affitti, stabili le compravendite

Redazione | 13 gennaio 2026 alle 14:10 | 0 commenti

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In provincia di Belluno, e in particolare nella Valbelluna, si consolida il ricorso agli affitti dei terreni agricoli come strumento per garantire la disponibilità del capitale fondiario. La situazione risulta più critica per le superfici a pascolo, dove il calo dei fondi PAC ha ridotto l’interesse delle aziende agricole. Il mercato delle compravendite, invece, si mantiene complessivamente stabile.

A evidenziarlo è l’Indagine sul mercato fondiario in Italia 2024, pubblicata dal CREA con il contributo di Confagricoltura. Dal report emerge una progressiva transizione strutturale del comparto zootecnico, con la fuoriuscita dal mercato delle aziende più piccole e meno competitive. A beneficiare di questo processo sono le aziende medio-grandi, che consolidano e ampliano le superfici gestite anche tramite contratti di affitto pluriennali e formalizzati.

Per quanto riguarda i canoni di affitto, nel 2024 non si registrano variazioni significative. Per i seminativi in Valbelluna il prezzo medio si attesta intorno a 300 euro per ettaro, mentre terreni difficilmente accessibili possono essere affittati anche a 100 euro per ettaro. I prati di montagna mantengono valori medi tra 50 e 100 euro per ettaro. La convenienza economica dell’alpeggio è invece diminuita, principalmente per le aziende di pianura, a causa della riduzione dei contributi comunitari.

Sul fronte delle compravendite, la domanda è sostenuta dalle aziende zootecniche più strutturate, favorite dall’incremento del prezzo del latte negli anni passati. Le aziende di minori dimensioni, invece, faticano a competere, con un settore in profonda ristrutturazione. Il mercato vitivinicolo registra compravendite più contenute rispetto all’anno precedente, mentre il turismo rurale rimane stabile, con agriturismi di dimensione compatibile con la manodopera familiare. La domanda di terreni per impianti agrovoltaici è praticamente assente, a causa della scarsa disponibilità di appezzamenti pianeggianti.

“Monitoriamo attentamente la situazione degli affitti, essenziale soprattutto per la conduzione dei pascoli”, spiega Renato Bastasin, direttore di Confagricoltura Belluno. “La diminuzione dei contributi europei ha ridotto la convenienza degli alpeggi e aumenta il rischio di abbandono dei terreni, con impatti anche sul turismo. Il nostro ruolo è supportare le aziende nell’applicazione della deroga sui patti agrari prevista dalla legge 203/83, promuovendo stabilità e investimenti in agricoltura”.

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