Il saluto del Centro Cadore a don Simone: le comunità in chiesa tra commozione e amarezza per il mancato dialogo con il Vescovo

Redazione | 01 ottobre 2026 alle 09:34 | 0 commenti

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Nel fine settimana appena trascorso, le comunità di Calalzo, Domegge, Vallesella e Grea hanno salutato ufficialmente il loro parroco, don Simone Ballis. Il sacerdote si prepara a lasciare il Centro Cadore per trasferirsi nelle parrocchie dell’Alto Agordino, dove il prossimo 10 ottobre assumerà formalmente il suo nuovo incarico. Le celebrazioni di commiato hanno registrato una forte partecipazione popolare, segnando la conclusione di un percorso pastorale che ha lasciato un’impronta evidente nel territorio, in particolar modo tra le nuove generazioni.

Il fine settimana di saluti è iniziato sabato sera a Calalzo. All’inizio della funzione, svoltasi in una chiesa gremita, sono intervenuti i rappresentanti del Consiglio Pastorale e il sindaco, che hanno portato il saluto ufficiale dell’intera comunità. Un momento dal forte valore simbolico è stata la consegna delle chiavi della chiesa nelle mani della catechista Lena. Al termine della Messa, i bambini e i ragazzi della parrocchia hanno dedicato un momento speciale al sacerdote, posizionando una scritta di ringraziamento all’esterno dell’edificio e leggendo una lettera per ricordare il ruolo che don Simone ha avuto nel loro percorso di crescita. La serata si è conclusa con un momento conviviale organizzato dalle associazioni del paese.

La domenica successiva, la comunità si è ritrovata a Domegge per l’ultima celebrazione ufficiale, anch’essa caratterizzata da un’alta affluenza di fedeli. Come avvenuto a Calalzo, il rito ha previsto la consegna delle chiavi della parrocchia, affidate in questo caso al sacrestano Antonio, prima del ritrovo comunitario finale. Durante le funzioni è stato rivolto un saluto, con rispetto e spirito di preghiera, anche a don Bartholomew Akpan, che ha affiancato don Simone all’altare.

Dietro la grande partecipazione si cela tuttavia l’amarezza per una scelta non condivisa dalla base della comunità. Nei mesi precedenti, i giovani del Centro Cadore avevano promosso diverse iniziative nel tentativo di far arrivare al Vescovo di Belluno-Feltre, Monsignor Renato Marangoni, la richiesta di mantenere don Simone come parroco.

In una lettera aperta diffusa al termine del fine settimana, i ragazzi hanno espresso senza filtri il proprio stato d’animo: «Usciamo da questi mesi intensi con amarezza, ma anche con una grandissima consapevolezza. Non nascondiamo il profondo dispiacere per il muro di silenzio che abbiamo incontrato sul nostro cammino». I giovani puntano il dito contro la mancata apertura al dialogo da parte dei vertici ecclesiastici: «Speravamo che il nostro Vescovo accogliesse l’appello di una comunità che chiedeva soltanto ascolto e un confronto sincero, in linea con lo spirito sinodale che la Chiesa stessa ci insegna a vivere. Questo dialogo purtroppo non c’è stato, ed è una ferita che rimane aperta nel cuore dei nostri paesi».

Nonostante la chiusura istituzionale, i promotori dell’appello scelgono di guardare avanti con orgoglio e senso di appartenenza: «In un tempo in cui si parla spesso di giovani distanti, noi ragazzi abbiamo dimostrato quanto amiamo la nostra Chiesa e quanto siamo disposti a metterci la faccia per difendere i legami più cari». Ora l’attenzione si sposta nell’Alto Agordino, dove don Simone è atteso per l’inizio di un nuovo capitolo del suo ministero pastorale.

Nella foto don Simone Ballis e don Bartolomew Akpan

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