A Salzan di Santa Giustina l’arte è diventata occasione di socialità e di valorizzazione del territorio. Protagonista è Carlo Cassol, artista autodidatta con la passione per il disegno, la pittura, la musica e il teatro, che insieme ad altri compaesani ha deciso di ridare vita a una piccola casa dismessa nel centro del paese. L’edificio, chiuso da oltre trent’anni e un tempo utilizzato come spaccio di ortofrutta, è stato decorato con soggetti legati proprio a frutta e natura, restituendo colore e vitalità alla piazza.
Il progetto, nato da un’idea di Tiziano Dal Pont e realizzato con il contributo di diversi amici, ha suscitato l’interesse di tutta la comunità. Durante i lavori, gli abitanti si sono fermati a osservare e commentare, contribuendo a creare un vero e proprio momento di condivisione collettiva. Non si tratta della prima esperienza di questo tipo: qualche mese fa era già stato realizzato un affresco su un’abitazione privata, mentre nuove idee guardano alla decorazione di una cabina elettrica vicino al Piave e di altri spazi pubblici.
L’iniziativa non ha solo abbellito il paese, ma ha stimolato riflessioni sul valore della collaborazione e sul ruolo dell’arte come strumento di coesione sociale. Cassol, che negli anni ha raccolto migliaia di disegni nelle sue agende personali, continua a considerare la pittura un hobby libero e terapeutico, capace di portare gioia e di unire le generazioni.
Il coinvolgimento dell’amministrazione comunale e l’interesse dei cittadini fanno pensare che il percorso sia solo all’inizio. Salzan, con i suoi circa cinquecento abitanti, si sta trasformando in un laboratorio creativo a cielo aperto, dove tradizione e contemporaneità si incontrano per valorizzare il borgo e mantenerlo vivo.
Questa testimonianza è emersa nell’intervista realizzata da Manuela Gaio all’interno della rubrica settimanale di Radio ABM dal titolo “Dentro la notizia”.




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