Dal 2000, la Famiglia Deon si riunisce regolarmente per celebrare i propri legami, spesso in Italia, in particolare a Belluno, terra degli antenati.
Tra pranzi conviviali, giochi tradizionali e ricordi condivisi, questi incontri sono molto più di una semplice riunione familiare. Permettono di rafforzare i legami intergenerazionali e di tramandare storie e tradizioni di famiglia.
Nel 2023, diversi cugini hanno espresso il desiderio di ritrovarsi in Francia per il successivo raduno familiare. È così nato il progetto di organizzare il Raduno delle famiglie Deon 2025 in un piccolo villaggio emblematico della campagna francese.
Il progetto si è concretizzato il 23 e 24 agosto 2025, a Champagne, in Ardèche, sulle rive del Rodano, sessanta chilometri a sud di Lione. Questo evento eccezionale ha riunito circa ottanta cugini, con famiglie Deon provenienti dalla Francia, dall’Italia, dalla Germania e dalla Svizzera, tutte discendenti dallo stesso antenato italiano: Giuseppe Deon (1865–1936), originario di Pittanzella, una contrada ai piedi delle Dolomiti, vicino a Belluno.
Questo contadino mezzadro del XIX secolo ebbe undici figli, due dei quali emigrarono in Francia: Luigi Deon (1892–1954) e Domenico Deon (1905–1995). Il tema scelto per il raduno 2025 — “Lungo il Rodano: storia degli immigrati italiani di Belluno in Francia” — si è imposto naturalmente nella scelta del luogo: Champagne, il villaggio dove visse Domenico Deon.

All’indomani della Prima guerra mondiale, i fratelli Deon — Luigi e Domenico — furono reclutati per lavorare nelle miniere del Nord della Francia, nell’ambito degli accordi franco-italiani del 30 settembre 1919.
Nuove opportunità professionali si presentarono presto, e i percorsi di questi due pionieri italiani in Francia finirono per separarsi: Luigi si stabilì in Lorena, poi nella regione di Auxerre, mentre Domenico si trasferì a Champagne, nella valle del Rodano, dove visse dagli anni Venti fino alla sua scomparsa nel 1995.
Attraverso di lui, rendiamo omaggio ai mestieri umili ma essenziali esercitati dai nostri antenati: minatore di fondo, posatore di binari — tracciando le linee ferroviarie lungo il Rodano — poi operaio nei cantieri di riparazione dei ponti bombardati; infine muratore, costruendo muri e case.
Questi mestieri, spesso faticosi e svalutati, hanno tuttavia profondamente segnato i paesaggi e le vite di un’intera generazione di immigrati italiani in Francia.
Tra i momenti salienti di questa festa familiare: una visita al villaggio di Champagne, una mostra di fotografie d’epoca e testimonianze commoventi condivise dai discendenti di Giuseppe Deon e dei suoi due figli, Luigi e Domenico.

Gli incontri del 2025 hanno permesso di comprendere più a fondo le vicissitudini vissute dagli antenati di Belluno, partiti alla ricerca di una vita migliore durante il periodo tra le due guerre, e di celebrare con orgoglio e gratitudine le radici italiane bellunesi.
Il progetto del Raduno delle famiglie Deon 2025 è stato portato avanti da due membri impegnati della famiglia: Florence Bonin, nipote di Domenico Deon, e Patricia Deon, nipote di Luigi Deon.
Attraverso di loro, questo raduno incarna la memoria vivente dei due fratelli italiani che hanno segnato la storia familiare in Francia. La loro collaborazione simboleggia l’unità ritrovata tra i rami della famiglia e testimonia la volontà di trasmettere questa storia alle generazioni future.
Patricia Deon





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